Economia Italia-Russia, cresce l’intesa tra Mosca e Roma. Medvedev: “Società italiane partner privilegiate”

La Russia ha bisogno dell’Italia per avviare il processo di ammodernamento tecnologico dell’economia nazionale. Nel corso del recente summit a Milano con il premier italiano, Silvio Berlusconi, il presidente della Federazione Russa, Dmitrij Medvedev, ha più volte ripetuto l’appello alle imprese italiane perché investano in progetti tecnologici e innovativi in Russia, dove si sta costituendo vicino a Mosca il centro di Skolkovo, destinato a diventare una sorta di Silicon Valley russa.

Secondo le stime russe, che su grandi linee coincidono con le statistiche italiane, nei primi cinque mesi del 2010 l’interscambio economico e commerciale tra i due Paesi è cresciuto del 35,7% rispetto allo stesso periodo del 2009, raggiungendo quota 14,9 miliardi di dollari. Un dato positivo per la Russia, che ha esportato in Italia innanzitutto gas naturale e altri prodotti energetici, per 11,8 miliardi di dollari, non così per l’Italia che ha venduto in Russia prodotti e servizi per appena 3,1 miliardi di dollari. L’obiettivo strategico per tutto il 2010 è di far arrivare l’interscambio italo-russo a 40 miliardi di dollari.

Ma neppure il Cremlino è tanto contento della struttura interna della propria economia: “Nonostante il fatto che nel 2010 la crescita economica successiva alla crisi in Russia debba raggiungere il 5%, non è questo il tipo di crescita di cui abbiamo bisogno”, ha dichiarato Medvedev, secondo cui il futuro del Paese è legato allo sviluppo di un’economia altamente tecnologica e innovativa. Il presidente russo intende far tesoro delle esperienze accumulate dall’Italia in questa direzione.

Mosca e Roma hanno più volte manifestato la volontà comune di rafforzare i rapporti economici bilaterali per agganciare la ripresa, e proprio per questo Berlusconi e Medvedev hanno fatto il punto sui diversi dossier aperti sul tavolo, a cominciare dall’ambizioso progetto South Stream, un gasdotto intercontinentale che sarà costruito dall’Eni e da Gazprom in associazione con la francese Gdf per far arrivare le riserve siberiane di gas naturale ai consumatori europei. Il gasdotto dovrebbe entrare in funzione nel 2015 per trasportare annualmente 31 miliardi di metri cubi di gas naturale russo in Austria e Italia attraverso il Mar Nero e la Bulgaria.

Progetti come il South Stream vanno bene, ma il Cremlino insiste sulla necessità di cambiare la qualità delle relazioni economiche e commerciali, puntando su un maggior impegno dell’Italia nel processo di modernizzazione tecnologica dell’industria russa. Il presidente russo ritiene “importante che il raggio d’azione degli investimenti si allarghi e non si limiti solo a petrolio e gas”. Un invito chiaro per le imprese italiane a investire nello sviluppo del hi-tech in Russia, che oggi si concretizza nel progetto del polo tecnologico di Skolkovo, patrocinato personalmente da Medvedev, mentre la gestione pratica del progetto e la raccolta degli investimenti è affidata al miliardario e noto mecenate russo, Viktor Vekselberg.

“Le società italiane sono partner privilegiate della Russia in vari settori, dal petrolio e dal gas, alla più moderna produzione industriale, e ciò mi fa molto piacere”, ha sottolineato Medvedev. I russi si aspettano che le tecnologie e le esperienze innovative accumulate dalle società italiane arrivino in comparti come l’industria farmaceutica, quelle nucleare e aerospaziale e delle telecomunicazioni.

In particolare, attualmente la Russia deve importare fino all’80% delle medicine per la cura delle malattie cardiovascolari. I prezzi dei farmaci, che passando per un’interminabile catena di mediatori commerciali non di rado aumentano di parecchie volte rispetto a quelli alla dogana, rappresentano un grave problema sociale, che minaccia di far scattare – a due anni dalle elezioni presidenziali – una pericolosa ondata di malcontento popolare.

“Ognuno di questi settori è aperto alle partecipazioni dei nostri amici italiani”, ha detto Medvedev, secondo cui la Russia accoglierà a braccia aperte gli investimenti italiani che non devono per forza concentrarsi nel solo progetto di Skolkovo. “È importante che l’entità e la geografia di questi investimenti sia in costante aumento”, ha sottolineato il leader del Cremlino.

In particolare, nel periodo trascorso dopo la crisi finanziaria è ripresa in Russia la domanda di automobili. “I partner italiani in questo settore sono sempre benvenuti”, ha dichiarato il presidente Medvedev.

Infatti, di anno in anno aumenta la presenza in Russia della FIAT che assembla in cooperazione con la Russa Sollers, ex Severstal Auto, alcuni veicoli molto popolari tra i consumatori russi. Per quanto riguarda la Severstal, che in Italia controlla il gruppo metallurgico Lucchini, il governo italiano e quello della Federazione russa si sono impegnati a collaborare per arrivare ad assicurare un futuro alle acciaierie di Piombino.

Ancora come esempio della cooperazione italo-russa nel comparto di alte tecnologie, il presidente russo ha citato il progetto del velivolo regionale di nuova generazione Superjet 100, creato dalla russa Sukhoj e dall’italiana Alenia Aeronautica del gruppo Finmeccanica.

Per la Russia Superjet 100 è un buon progetto con grandi aspettative di successo. “Abbiamo già ottimi rapporti con le compagnie italiane”, ha sottolineato Medvedev, ricordando gli “importanti esempi”, frutto non soltanto di una volontà a sviluppare il business, ma pure “a creare know how specifico”. Per Medvedev il Superjet 100 è uno di questi importanti progetti e, attualmente, Russia e Italia si dividono i compiti nella commercializzazione dell’aereo, con ordini da parte di numerosi vettori internazionali. In primo luogo della compagnia di bandiera russa Aeroflot.

Ma non è la situazione non è tutta rosea, ha ricordato Berlusconi, secondo cui per le imprese italiane che puntano ad approdare in Russia “uno degli ostacoli è la pressione della burocrazia”, uno scoglio “che riguarda anche diverse economie europee”. Secondo il premier italiano “c’è una voglia di rivoluzione liberale in Russia che si è concretizzata nella possibilità di aprire un’azienda senza tutte le autorizzazioni preventive richieste in questo momento”. Ma nonostante lacci e lacciuoli burocratici, ha tenuto a sottolineare Berlusconi, “diversi gruppi industriali italiani sono già operativi in Russia”.

Dopo Milano Medvedev ha visitato Cervinia per vedere gli impianti di risalita sciistici e per incontrare il soccorso alpino e gli albergatori locali. Il tutto, nella prospettiva di una stretta cooperazione con gli esperti italiani durante la preparazione dei Giochi olimpici invernali del 2014 in Russia, nella città di Soci, sul Mar Nero.

Infine, il premier ha ricordato che il 2011 sarà un’annata particolarmente significativa di collaborazione culturale tra i due Paesi, in quanto “Anno della cultura e della lingua russa in Italia” e “Anno della cultura e della lingua italiana in Russia”. Berlusconi ha detto che saranno organizzate diverse iniziative, in particolare, sul tema del turismo culturale con progetti specifici che riguardano la città di San Pietroburgo dove hanno lavorato molti architetti italiani. La parte più importante della collaborazione culturale nel 2011 riguarda tutta una serie di eventi che si terranno nelle emittenti televisive della Russia e dell’Italia.

Csi