USA / Ground Zero, l’imam della moschea è un uomo dell’Fbi

USA  – Macché estremista, Feisal Abdul Rauf, l’imam che coordinerebbe la moschea di Ground Zero, se il controverso progetto andasse in porto, è un uomo dell’Fbi. Il leader religioso da più parti bollato come “il nemico”, un “musulmano radicale” e un “islamico militante”, per anni ha collaborato con l’Fbi in indagini antiterrorismo. Lo scrive l’Huffington Post dedicando un lungo profilo al personaggio.

Va detto che la polemica sulla moschea avviene nel clima avvelenato di una campagna elettorale: tra meno di tre mesi si vota per il Congresso e i repubblicani hanno l’opportunità di strappare la maggioranza ai democratici. Sebbene favorevoli e contrari non siano divisi da chiare linee di partito, il centro culturale islamico di Lower Manhattan è diventato il principale terreno di scontro a Washington. Da un lato ci sono gli oppositori dell’iniziativa che vedono la moschea come un oltraggio alle vittime delle stragi dell’11 settembre, dall’altro coloro che lo considerano un occasione di dialogo con l’islam e un segno di democrazia (tra questi il presidente Barack Obama e il sindaco di New York Michael Bloomberg).

Il profilo di Feisal sembra dare ragione a Obama. Nel corso delle indagini del dopo 11 settembre, l’Fbi si è rivolta a Feisal per tenere corsi agli agenti sull’Islam. L’Imam tenne un seminario negli uffici newyorkesi dell’agenzia federale, dicendo che “l’Islam estremo, per la maggior parte dei musulmani, è considerato un paradosso; è una fondamentale contraddizione di termini”.

Chi conosce Feisal dice che ha passato gli ultimi dieci anni a combattere il fanatismo che ha infiammato la polemica di queste settimane. E nonostante questo, la Cordoba House, secondo alcuni è una operazione di copertura per raccogliere fondi a sostegno di gruppi terroristici.

Tra gli estimatori di Feisal c’è il direttore dell’Aspen Institute Walter Isaacson. All’Aspen l’Iman ha partecipato a seminari per promuovere il dialogo e la tolleranza tra le tre religioni monoteiste.

“Ha sempre denunciato l’islam radicale e il terrorismo e ha difeso l’islam tollerante e moderato. Considero vergognoso il modo in cui anni del suo lavoro sono stati messi da parte in questa polemica. Lui è il tipo di persona che l’America dovrebbe incoraggiare, non sbarrargli la strada”.

John Bennett, predecessore di Walter Isaacson come direttore dell’Aspen Institute, è rimasto così impressionato dal messaggio moderato dell’imam da diventare co-fondatore della Cordoba Initiative, la sua organizzazione.

Nel 1997, sempre secondo quello che scrive l’Huffington Post, Feisal ha fondato l’American Society for Muslim Advancement, con l’obiettivo di promuovere una migliore integrazione dei musulmani negli Stati Uniti. Prima del 2001, Feisal era intervenuto nel dibattito geopolitico sulle relazioni tra Occidente e mondo islamico. E dopo gli attentati di al Qaida all’America ha cercato di portare avanti il suo messaggio: l’islam vero non centra un bel nulla con le azioni degli estremisti.

Il suo impegno non è passato inosservato a Washington, stringendo legami con molti esponenti repubblicani e rappresentanti dell’amministrazione del presidente George W. Bush e parlando a seminari pubblici sulla tolleranza e la diversità religiosa.

America24