FRANCIA – Della morte di Daniele Franceschi, il 31enne di Viareggio morto in carcere a Grasse, nel sud della Francia, dove era stato portato con l’accusa di avere utilizzato una carta di credito fasulla, si occuperà un giudice istruttore. Lo ha comunicato il procuratore di Grasse attraverso il console italiano a Nizza.
Sarà il giudice istruttore Sandrine Andrè a condurre l’inchiesta sulla causa del decesso dell’uomo, all’indomani dell’autopsia condotta dai medici legali francesi nominati dal pubblico ministero Arpaia che hanno escluso «qualsiasi forma di natura traumatica» sul corpo del carpentiere viareggino. Il rapporto sull’autopsia – redatto in via orale al pubblico ministero – sarà pronto quando verrà eseguito l’esame microscopico e tossicologico sul cuore di Daniele e sui tessuti prelevati durante l’esame medico legale.
Il caso è arrivato anche al governo d’Oltralpe. “Tutto quello che potremo fare per andare incontro alle autorità italiane e per far luce su questa vicenda dal punto di vista umano e scientifico sarà fatto” ha assicurato il ministro degli Esteri francese, Bernard Kouchner, commentando l’esortazione del ministro Franco Frattini a “cercare la verità”. “Comprendiamo e condividiamo il dolore della famiglia di questo giovane detenuto – ha sottolineato il portavoce del Quai d’Orsay, Bernard Valero, facendo seguito alle parole del ministro – faremo tutto il possibile per conoscere le cause della morte. Per questo è stata fatta l’autopsia, per questo c’è un’inchiesta in corso”. Sulla gestione della dolorosa vicenda in questi giorni e dei rapporti con le autorità italiane, Valero ha aggiunto che la Francia “ha fatto in modo che la legalità internazionale fosse rispettata”.

 Fonte: Corriere.it