BERLUSCONI / Governo, nuovo attacco del premier ai finiani: “Hanno messo in atto un’operazione dissennata”

Il presidente della Camera Gianfranco Fini e il premier Silvio Berlusconi

BERLUSCONI – “Quando sono andato a Bruxelles, i capi di Stato mi hanno guardato con un punto interrogativo, chiedendomi se ero ancora il capo del governo o se non contavo più niente. Questo è il risultato della dissennata operazione di fine luglio”. Silvio Berlusconi, accolto con una standing ovation alla convention della Destra di Storace, in corso a Taormina, ha preso posizione contro quello che nel suo intervento ha definito un “teatrino” di cui assolutamente non c’era bisogno con il Paese alle prese con la crisi economica. E pur evitando i nomi – ma facendo espliciti riferimenti temporali che non lasciano dubbi di interpretazione – ha attaccato l’operazione che ha portato alla nascita di Futuro e Libertà e alla frattura definitiva con Gianfranco Fini.
Il capo del governo si è detto fiducioso sull’esistenza di una maggioranza che gli consenta di portare avanti la legislatura e ha tenuto a precisare che “non stiamo facendo operazioni di calciomercato con nessuno” ma che nonostante questo lui confidi nell’ingresso di altri esponenti moderati nell’area favorevole all’esecutivo. I quali si sarebbero fatti avanti spontaneamente per dare manforte al suo governo: “Sono stato cercato, senza fare alcuna pressione da parte mia, da molti parlamentari siciliani che dissentono dalla linea del loro partito che avendo un elettorato moderato e cattolico vuole invece allearsi con la sinistra – ha spiegato Berlusconi -. Sono loro che pensano ad una nuova formazione politica per dare nuovamente una solida maggioranza al governo”.
Davanti alla platea di Taormina il premier ha fatto anche una promessa: prima delle elezioni, che si terranno “tra tre anni” ci potrebbero essere “uomini della Destra nel governo”. Alle elezioni del 2008 la Destra si era presentata slegata dal Pdl e con un proprio candidato premier, Daniela Santanché, oggi sottosegretario. La promessa del premier è dunque l’ulteriore conferma del rafforzamento del legame con Storace dopo le divisioni del passato. “Contro di voi ci fu un veto doloroso, doloroso anche per me – ha detto il Cavaliere dal palco -. Fu una delle poche battaglie che non riuscii a vincere e il veto non riuscimmo a superarlo”. Lo stesso Storace, nel corso della convention, non ha risparmiato critiche e frecciatine a Gianfranco Fini: “Una volta per avere notizia bastava citare Almirante, oggi per avere un fischio basta citare Fini”.

Fonte: Corriere.it