SUICIDIO / Pompei, operaio disoccupato si toglie la vita

SUICIDIO – “Si intrecciano le difficoltà’ economiche e, forse, anche l’impossibilità di gestire una situazione sentimentale difficile, tra le possibili ragioni del suicidio di Vincenzo Di Somma, il 32enne di Pompei che si è tolto la vita la scorsa notte, nel garage dell’abitazione del padre di via Fontanelle, legandosi una corda al collo. Vincenzo Di Somma era disoccupato da oltre un anno, non percepiva l’indennità da 4-5 mesi. Una condizione difficile, alla quale si sarebbero aggiunti altri fattori. C’e’ chi parla di una relazione extraconiugale terminata da poco e chi, invece, di pochi soldi e tanti disagi. In passato Vincenzo aveva lavorato per un’azienda dell’indotto della Fincantieri – rapporto conclusosi due anni fa – e poi anche per un supermercato della zona. Un lavoro, quello al market, forse perso o forse lasciato. Dinanzi all’abitazione del padre, in una strada ai confini tra i comuni di Pompei e Castellammare di Stabia, un gruppo di parenti e amici, già dal mattino, fa quadrato intorno alla famiglia. Cercano strenuamente di difenderla da orecchie e occhi indiscreti, talvolta anche bruscamente. A mettere a tacere, una volta per tutte, le indiscrezioni che indicano le ragioni dell’estremo gesto nella mancanza del lavoro, è il cugino, con poche e lapidarie parole: ”Non vogliamo che quanto accaduto venga strumentalizzato. Non ci sono collegamenti con le questioni di lavoro e vogliamo rimanere chiusi, adesso, nel nostro dolore”. Alla Fincantieri di Castellammare, tra i pochi operai delle aziende dell’indotto legate allo stabilimento che ancora presidiano l’ingresso dei cantieri solo qualcuno ricorda Vincenzo: ”Era un bravo ragazzo lavorava nel cantiere e da cinque mesi non prendeva più il sussidio. In una situazione come la sua, come quella che stiamo vivendo noi ora, e’ anche possibile che qualcuno possa perdere la testa e suicidarsi”. Secondo quanto riferito dalla famiglia alla polizia, Vincenzo stava vivendo un periodo drammatico, demoralizzato dall’assenza di lavoro e ”sempre senza soldi”. Di ”indegna strumentalizzazione e speculazione”, intanto, parla la Fincantieri che attraverso una nota prende le distanze dalla vicenda sottolineando che l’operaio ”non è stato mai alle sue dipendenze” ma che ”era dipendente di una ditta utilizzata da Fincantieri per lavori presso lo stabilimento di Castellammare di Stabia”, rapporto conclusosi due anni fa. Per il parroco della Chiesa S. Maria Goretti a Pompei, di certo il tessuto sociale in cui è maturato il suicidio di Vincenzo Di Somma era stato reso logoro dalla mancanza di lavoro. ”Proprio ieri, intorno alle 16, Enzo si era reso disponibile per fare dei lavoretti in chiesa”, dice don Vincenzo Sanzone che Enzo lo conosceva bene. La sua chiesa dista poche decine di metri dall’abitazione dove si e’ ucciso l’operaio. ”Era un ragazzo tranquillo, innamorato della famiglia e dei figli”, aggiunge. Padre Sanzone, per lenire il dolore della famiglia e invitare tutti a una riflessione, ha scritto un messaggio ai fedeli per ricordare Enzo Di Somma. Un messaggio che affiggera’ domani all’esterno della sua chiesa per ricordare il ”valore inestimabile della vita”, ma anche per invitare tutti ”a fare un mea culpa” perche’, dice, ”questa terra e’ afflitta da molti mali, come la camorra, lo strozzinaggio e il malaffare”.

Fonte: Ansa