NUCLEARE / Iran, attivato il reattore a Bushehr, dovrebbe avviare la produzione di energia elettrica per il 2011

ULTIMO AGGIORNAMENTO 18:30
La centrale nucleare di Bushehr

NUCLEARE – L’Iran ha cominciato oggi ad immettere combustibile nel ‘cuorè del reattore della centrale nucleare di Bushehr, che dovrebbe avviare la produzione di energia elettrica per la rete nazionale all’inizio del 2011. Lo ha detto il capo dell’Organizzazione nazionale per l’energia atomica, Ali Akbar Salehi. La centrale di Bushehr, sul Golfo, inaugurata ufficialmente nell’agosto scorso, è stata costruita dalla Russia e non rappresenta uno degli aspetti controversi del programma nucleare iraniano, come è invece il caso dell’arricchimento dell’uranio, che l’Onu ha chiesto a Teheran più volte, inutilmente, di sospendere. L’uranio arricchito per alimentare la centrale è stato invece fornito da Mosca in base ad un accordo che prevede la restituzione una volta utilizzato dall’Iran, che così non potrebbe impiegarlo per cercare di ottenere plutonio, utilizzabile per la costruzione di ordigni atomici. Proprio la questione dell’arricchimento all’interno dell’Iran, una tecnologia che permette di produrre combustibile per le centrali ma anche materiale fissile per bombe nucleari, dovrebbe essere tra gli argomenti al centro di colloqui ai quali la responsabile della politica estera della Ue, Catherine Ashton, ha invitato Teheran a partecipare dal 15 al 18 novembre a Vienna con i Paesi del gruppo 5+1, cioè Usa, Russia, Cina, Francia, Gran Bretagna e Germania. Ma il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Ramin Mehman-Parast, ha fatto capire oggi che la Repubblica islamica non ha ancora dato una risposta ufficiale. «Stiamo seguendo la questione, dovremmo raggiungere un consenso sul luogo e la data così come sul contenuto dei negoziati», ha detto il portavoce. Da parte sua, il direttore generale dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica (Aiea), Yukiya Amano, ha rinnovato l’invito a Teheran a fare «passi concreti» per fare piena chiarezza sul suo programma e fugare così i sospetti sulle sue eventuali finalità militari. Salehi ha invece affermato che l’Iran ha già dato tutte le risposte necessarie e che quindi «non rimangono più dubbi» sulla natura pacifica del suo programma. Il capo dell’Organizzazione iraniana per l’energia atomica ha precisato che il caricamento del combustibile nel reattore di Bushehr durerà 50 giorni, ma, comprese le prove tecniche necessarie, l’intera operazione potrà considerarsi conclusa «fra due mesi». All’inizio del nuovo anno la centrale dovrebbe diventare operativa «al 40 per cento dei suoi mille megawatt di potenza». Due mesi più tardi, dunque, rispetto ai tempi inizialmente previsti. A questo proposito Teheran ha smentito che il ritardo sia stato dovuto alla diffusione in Iran del ‘supervirus’ informatico Stuxnet, che secondo alcuni esperti potrebbe essere stato ideato da qualche Stato proprio per colpire il programma nucleare iraniano.

Ansa