ATTENTATO IN PAKISTAN – I Talebani pakistani hanno rivendicato l’attacco subito dopo l’esplosione. Prima dello scoppio vi è stata una battaglia a colpi di armi da fuoco. Nell’edificio preso di mira sono stati imprigionati e interrogati alcuni membri della Lashkari-e-Jhangvi e un talebano. I Talebani minacciano di colpire la casa del presidente.

Almeno 30 persone sono state uccise e 165 ferite in una potente esplosione ieri sera nella città di Karachi, la capitale economica nel sud del Paese. L’esplosione ha colpito un edificio del Crime Investigation Department (Cid), dove in passato sono stati rinchiusi almeno sei terroristi della Lashkari-e-Jhangvi e un talebano. Lashkari-e-Jhangvi è il più pericoloso e violento gruppo militante nel Paese.

L’esplosivo, all’interno di un camioncino, ha distrutto anche altri edifici attorno e secondo le prime stime, almeno 45 persone sono seppellite sotto le macerie. Più di 10 poliziotti sono stati uccisi; lo scoppio è stato così potente da produrre un cratere di circa 6 metri di profondità. Nell’esplosione sono state colpite anche una moschea, diversi edifici governativi e alcune case private, oltre a 50 auto.

 

Fonti della polizia affermano che prima dell’esplosione vi è stato uno scontro a fuoco fra militanti e forze dell’ordine. La zona in cui è avvenuto l’attentato è vicina al consolato Usa e a diversi hotel frequentati da occidentali.

Le operazioni di soccorso sono in atto. Più di 40 feriti sono stati trasportati nell’ospedale civile di Karachi, altri al Jinnah Hospital. Secondo i medici molti feriti sono in condizioni critiche. I Talebani pakistani hanno subito rivendicato l’attacco e minacciano di colpire anche la casa del presidente.

L’attacco di ieri sera è il secondo incidente grave accaduto a Karachi in sei mesi. Tempo fa è stata presa di mira una moschea. Nello scoppio sono morti una dozzina di persone e molte altre sono rimaste ferite.

Fonte: Asianews.it