In Irlanda cura shock per le banche

Il ministro delle Finanze irlandese Brian Lenihan

IRLANDA: CURA SHOCK PER BANCHE – C’è in arrivo una cura shock alle disastrate banche dell’Irlanda: verranno smembrate, ridimensionate fuse tra loro o cedute a pezzi nell’ambito del piano di aiuti richiesto dal paese, hanno avvertito oggi il governo. Dovranno rifocalizzarsi sul mercato interno, tutto il restante delle loro attività all’estero “dovrà esser dismesso”, ha affermato il ministro delle Finanze Brian Lenihan. Lo stesso presidente della Anglo Irish Banks, Alan Dukes, ammette di ritenere che tutte e sei le maggiori banche del paese finiranno sotto il pieno controllo pubblico. Tre sono state già nazionalizzate, Dublino ha quote rilevanti anche su Anglo Irish e e nella Bank of Ireland, ma si ritiene che diventeranno quote quasi totali dopo gli ulteriori interventi di sostegno dello Stato. Salvataggi necessari dato che negli anni sorsi le suddette banche hanno pesantemente investiti nel settore immobiliare, che in Irlanda ha subito un tracollo con la crisi globale. Ma sono salvataggi costosissimi per il bilancio pubblico, che vedrà il deficit schizzare oltre il 32 per cento del Pil quest’anno, tanto da innescare quelle tensioni di mercato che ieri hanno finito per spingere Dublino a rompere gli indugi e chiedere a sua volta aiuti a Ue e Fmi. L’unica che finora aveva evitato salvataggi era la Irish Life & Permanent, che però oggi eloquentemente crolla del 28 per cento in Borsa, con le azioni sotto 1 euro, a quota 83 centesimi. Intanto la stampa irlandese fa il diavolo a quattro sulla richiesta di aiuti, parlando di un governo che si è rassegnato alla “piena capitolazione” di fronte e Ue e Fmi. I verdi, che fanno parte della coalizione di governo ma con solo sei parlamentari hanno chiesto elezioni anticipate a gennaio.

 Fonte: Apcom