Proteste università: aspri scontri a Firenze. Le reazioni

UNIVERSITÀ: PROTESTE E SCONTRI A FIRENZE – Giornata di fuoco oggi a Firenze per le proteste degli studenti universitari contro la riforma Gelmini. La manifestazione ha portato all’occupazione della mensa universitaria del plesso didattico di viale Morgagni a Firenze. «Con circa 40 studenti intorno alle 12.30, orario di apertura della mensa, siamo entrati nei locali della struttura e, d’accordo con i lavoratori della mensa stessa abbiamo distribuito gratuitamente i pasti ai ragazzi presenti», ha spiegato Pietro, rappresentante degli studenti di Sinistra. Nel corso del blitz sono stati appesi nei locali della mensa striscioni contro il ddl Gelmini. La protesta, analoga a quella recentemente condotta dagli studenti dell’Ateneo di Pisa si è conclusa intorno alle 15. Alcune parti del plesso di viale Morgagni sono già occupate dagli studenti dallo scorso martedì, quando al termine della maratona di lezione notturna organizzata dai collettivi, i giovani hanno deciso di prendere possesso dei locali. Intanto, al Polo di scienze sociali a Novoli si è svolta un’assemblea alla quale hanno partecipato alcune decine di studenti che hanno preso in considerazione anche l’opportunità di occupare un edificio del plesso didattico. All’incontro, inizialmente, hanno preso parte anche i presidi di giurisprudenza e di scienze politiche Paolo Cappellini e Franca Alacevich, che poi hanno lasciato l’assemblea degli studenti.

Un divieto di accesso, sovrapposto al simbolo della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’università di Firenze, è il gadget che ha portato con sé Gian Franco Gensini, preside della Facoltà, e che ha distribuito al Forum Risk Managment in Sanità ad Arezzo. Un divieto d’accesso, come il segnale stradale, per «una protesta – ha detto Gensini – composta ma non per questo meno vivace, per scacciare il rischio di una riforma, quella della Gelmini, infattibile e per la quale non ci sono nemmeno le risorse per poterla applicare».

Ma la protesta di Firenze ha visto anche momenti di forte tensione, quando nella mattinata di oggi i manifestanti hanno urlato frasi offensive e slogan, quali “Fascisti carogne tornate nelle fogne” e “Viva le foibe”, contro il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Daniela Santanchè, per impedirle l’accesso al Polo universitario di Novoli. Slogan sono stati indirizzati anche contro le forze dell’ordine: “Servi dei servi” o “celerini assassini”; soprattutto dopo le tre cariche fatte da carabinieri e polizia per allentare la pressione davanti all’ingresso del padiglione D 15, al cui interno si stava svolgendo il dibattito sull’immigrazione. “Chi semina intolleranza raccoglie odio” o “Contro il fascismo con ogni mezzo necessario”, era invece scritto in alcuni degli striscioni attaccati dai manifestanti all’interno del polo universitario di Novoli.

Perplessità, riguardo a questa forma di protesta, sono state espresse dal sindaco di Firenze, Matteo Renzi: «sono perplesso sui fatti di stamattina a Novoli», scrive sul suo profilo facebook, commentando così gli scontri tra studenti e forze dell’ordine.

Non si sono fatti attendere i commenti e le reazioni politiche su quanto accaduto oggi a Firenze per l’incontro al Polo universitario di Novoli a cui ha partecipato la Santanchè. Il gruppo in Consiglio regionale di Fds-Verdi sostiene che l’incontro è stato organizzato dagli studenti di destra «con intenti provocatori. Il risultato è un clima avvelenato che ha portato gravi cariche della polizia, che condanniamo, e al ferimento di sei studenti. Quello che ci sentiamo di rispondere all’on. Santanchè è di star certa che l’unica cosa che non si fermerà è la mobilitazione contro i devastanti provvedimenti dell’esecutivo su scuola e università». «Chi inneggia alle foibe dovrebbe vergognarsi e parlare coi pochi superstiti rimasti» afferma il presidente del gruppo consiliare in Regione della Ln Toscana, Antonio Gambetta Vianna, che annuncia un’interrogazione per far luce sulla vicenda e sugli insulti degli studenti a Novoli. «Devono vergognarsi e spero che tutto il mondo politico prenda le distanze da questa gente» aggiunge spiegando che stamani al Polo universitario c’erano anche dei «banchini pacifici» della Lega «fatti smantellare dalla Digos per motivi di ordine pubblico».

Di «vittoria della libertà di espressione» parla il consigliere regionale del Pd Tommaso Villa e coordinatore della Giovine Italia che aggiunge: «Gradiremmo avere dal rettore un suo parere: noi abbiamo raccolto il suo invito e abbiamo tenuto un contegno consono ad uno spazio universitario, mentre è evidente che lo stesso non possa dirsi per i manifestanti». «Non è violento chi difende i valori della Costituzione. Reagire e resistere contro il razzismo è una difesa della Repubblica nata dalla Resistenza», commentano i consiglieri comunali fiorentini Ornella De Zordo (Puc) e Tommaso Grassi (Spf), che esprimono solidarietà agli studenti caricati dalla polizia.

Esprime invece solidarietà agli Studenti per la libertà e a Santanchè il consigliere comunale del Pdl a Firenze Francesco Torselli che chiede l’espulsione dall’Università dei «nostalgici di Budapest, Praga e dei gulag sovietici». Per Andrea Malpezzi, segretario fiorentino del Prc, oggi è stato consentito «agli Studenti delle libertà di creare un piccolo evento mediatico che aiuterà a distrarre i mezzi di informazione dall’approvazione dei tagli previsti da Tremonti-Gelmini e contribuire a creare disinformazione, criminalizzando chi chiede che i fascisti restino fuori dalle università, come prevede la nostra Costituzione». Sinistra universitaria-Udu spiega di non aver aderito al presidio di protesta per l’incontro al Polo universitario, ma si chiede perché agli studenti è stato impedito di partecipare. «Ci domandiamo a chi era rivolta questa iniziativa? Alle 40 persone selezionate come pubblico o a tutti gli studenti di Novoli? Dove sono andate a finire le garanzie del contraddittorio ripetute fino a ieri dagli Studenti per le libertà?»

«Cara Santanchè la democrazia si pratica, non si predica» commentano i Giovani democratici di Firenze che definiscono una vergogna quanto accaduto: «Ieri ci eravamo espressi in favore del dibattito, perché riteniamo che le idee sbagliate si combattano con altre idee, non censurandole, ma è intollerabile l’atteggiamento delle forze dell’ordine che hanno picchiato gli studenti».

Sulla protesta in generale degli studenti e dei ricercatori in Toscana contro il ddl Gelmini, interviene infine la consigliera regionale del Pd Daniela Lastri: «Se il clima è diventato pesante lo dobbiamo principalmente all’ostinazione di un ministro che rifiuta ogni confronto con il mondo universitario». Lastri annuncia che nei prossimi giorni incontrerà il coordinamento dei ricercatori di Firenze.

Valeria Bellagamba