Repubblica: I documenti segreti di WikiLeaks fanno tremare i leader mondiali, tra poche ore la pubblicazione del dossier bollente

WIKILEAKS FA TREMARE I LEADER MONDIALI – Il terremoto non è ancora arrivato, ma le scosse di avvertimento che lo precedono sono già pesantissime. A poche ore dalla pubblicazione di 3 milioni di documenti segreti del dipartimento di Stato, la diplomazia americana trema e con essa i governi di tutto il mondo.

Ieri mattina, archiviata la festività di Thanksgiving – giovedì – gli inviati statunitensi hanno avvertito gli esecutivi di riferimento che la pubblicazione dei file creerà imbarazzi e problemi nelle relazioni fra i loro Paesi e gli Stati Uniti, preparandoli allo «scenario peggiore che possiamo immaginare», come lo aveva definito nei giorni scorsi Washington. Valutazione confermata da un portavoce del ministero degli Esteri svedese, che ieri ha definito la fuga di notizie «la più grave a cui abbiamo assistito finora».

Se in alcuni casi gli avvertimenti sono suonati più come una cortesia diplomatica che come l´annuncio di problemi seri – Danimarca e Norvegia, per esempio – in altri la situazione si presenta ben più grave. Il governo israeliano è stato fra i primi ad essere avvertiti e, secondo quanto riporta il quotidiano Haaretz, è fra quelli che nei documenti potrebbe trovare sorprese peggiori: i rapporti fra l´Amministrazione Obama e il governo conservatore di Benjamin Netanyahu non sono mai stati semplici, e dei giudizi espliciti da parte degli americani sulle posizione israeliane riguardo il processo di pace o la controversa questione degli insediamenti, potrebbero renderli ancora più difficili. Difficile la situazione anche in Russia: il quotidiano Kommernsat ha pubblicato indiscrezioni secondo le quali nei file ci sarebbero giudizi poco lusinghieri nei confronti del primo ministro Vladimir Putin e delle sue politiche. Nelle rivelazioni sarebbe coinvolto anche il presidente Medvedev. Altre due zone calde sono la Cina e la Turchia, mentre non è chiaro cosa di grave ci sia che coinvolga l´Australia: eppure il ministro degli Esteri Kevin Rudd sarebbe stato avvertito da Hillary Clinton in persona.

A Roma, la conferma della notifica da parte dell´ambasciatore David Thorne è arrivata nel primo pomeriggio: su quello che i file contengono per quanto riguarda il nostro Paese c´è il mistero, ma il ministro degli Esteri Franco Frattini ha detto che riguardano solo questioni generali. Frattini è stato anche l´unico a dare una notizia che, se confermata, sarebbe clamorosa: l´autore del “leak”, la soffiata che ha fatto arrivare al sito fondato da Julian Assange i file incriminati, sarebbe stato arrestato.

In attesa della pubblicazione – che verrà fatta in contemporanea da diversi giornali in tutto il mondo, secondo una tempistica stabilita da WikiLeaks – ieri sulla loro pagina Twitter gli uomini di Assange si sono divertiti a prendere – di nuovo – in giro quelli che ormai sono diventati i loro bersagli preferiti, gli americani: questa volta lo hanno fatto con due immagini, una che fa la parodia dell´aquila simbolo degli Stati Uniti, l´altra che esalta della forza dirompente della verità di fronte alla menzogna. Quanta forza questa verità avrà realmente lo si capirà nelle prossime ore.

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