Repubblica: Berlusconi in Libia parla di Wikileaks: “Ragazze pagate per mentire”

BERLUSCONI IN LIBIA – All´indomani della bomba mediatica di WikiLeaks Silvio Berlusconi torna a Tripoli dall´amico Gheddafi, prima tappa di una trasferta all´estero che si chiuderà venerdì con la visita all´altro leader straniero la cui assidua frequentazione ha destato sospetti nell´amministrazione Usa: il russo Vladimir Putin. Il premier che arriva in Libia è visibilmente teso, ma in una pausa dei lavori del vertice Ue-Africa si ferma davanti alle telecamere piazzate all´interno dello scintillante Rixos Conference Center e, in assenza dei cronisti della carta stampata, manda in scena il suo contrattacco. «Non guardo a quello che rivelano funzionari di terzo o quarto grado», dice il Cavaliere ostentando tranquillità. Si tratta di rapporti «ispirati dalla lettura dei giornali di sinistra». Non parla dei sospetti che la sua politica estera ha destato a Washington, ma sottolinea che «le cose che vengono dette fanno male all´immagine del nostro Paese». Una frase che si riferisce tanto ai «festini selvaggi» descritti dai diplomatici Usa, quanto ai racconti di alcune delle ragazze coinvolte nei dopocena del premier. «Sono pagate per parlare», attacca Berlusconi alludendo ad una regia contro di lui.

Così scatta la seconda parte della difesa: «Io una volta al mese do delle cene nelle mie case dove tutto avviene in modo corretto, dignitoso ed elegante. Non frequento i cosiddetti wild parties, magari sono anche divertenti (sorride) ma non so che cosa siano». Anzi il presidente del Consiglio si chiede se le ragazze vengano pagate per parlare delle serate con lui. «Che cosa può spingere una ragazza – ragiona – a dichiararsi prostituta davanti al mondo e quindi da un lato non avere più la possibilità di un lavoro o di un marito normale, dall´altro non poter fare nemmeno più la prostituta perché nessuno se ne fiderà più».

Per il resto la giornata di Berlusconi passa tra i lavori in plenaria, telefonate a Roma per seguire i seguiti dalla valanga Assange e bilaterali. Per parlare di crisi vede i vertici comunitari (Barroso e Van Rompuy), Zapatero e Socrates. Ai leader africani raccomanda, per uscire dal momento nero dell´economia, di «spargere ottimismo». E incontra in bilaterale il padrone di casa Muammar Gheddafi. «I rapporti tra Italia e Libia sono sempre ottimi», dice il premier al quale il Colonnello di fronte a 80 capi di Stato e di governo dice che l´Italia «è l´unico Paese che collabora con noi» sull´immigrazione. Dalla delegazione italiana nessun cenno ai diritti umani durante la bilaterale.

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