Repubblica: Milano e Genova diventano un’unica città con progetto economico ‘Mi Nova’

MILANO GENOVA PROGETTO MI NOVA – Si chiama “Mi Nova” e anche se sembra rimandare al nome di una stella è il più terrestre dei progetti. Il suo obiettivo è rivoluzionare il Nord ovest del Paese sfruttando le peculiarità geografiche dei territori coinvolti, il mare di Genova e la pianura padana che ha in Milano il suo baricentro, unite da un collegamento ferroviario ad alta velocità per far correre merci e passeggeri.

“Mi Nova”, infatti, è il prodotto della fusione fra Milano e Genova. Fusione non solo lessicale, ma economica e commerciale, e, in ultima ipotesi, anche amministrativa, se gli enti locali ne condivideranno l´operazione. A firmare il progetto Mi Nova è il presidente dell´autorità portuale di Genova, Luigi Merlo, a capo del primo scalo d´Italia (e secondo del Mediterraneo).

«Sono un uomo delle istituzioni, valuto con molta attenzione le implicazioni che possono arrivare da un´operazione di questo tipo – spiega Merlo a “Repubblica” – Ma ritengo che oggi ci siano tutte le condizioni per arrivare a una vera integrazione fra le due città, Milano e Genova, unite da interessi comuni e in grado di rappresentare, insieme, una grande realtà fatta di eccellenze e di peculiarità. Da tempo verifico con gli amministratori e i rappresentanti economici della Lombardia una sintonia sempre più forte sui progetti infrastrutturali e logistici che coinvolgono il porto di Genova. A questo punto ritengo che ci siano tutte le condizioni per fare un salto di qualità».

[…]Le basi per un´integrazione sempre più spinta fra Genova e Milano, comunque, ci sono già. Basti pensare che gran parte della merce che ogni anno lascia la “Regione Logistica Milanese” (Milano e il suo hinterland) per l´estero utilizza il mare come suo mezzo di trasporto. Su 48 milioni di tonnellate di export di merce “milanese”, 38 prendono la rotta del mare e 33 scelgono il porto di Genova. Da Genova a Milano, e ritorno, si spostano oltre un milione di container ogni anno. È come se il capoluogo lombardo, ogni giorno, producesse merce per riempire dodici grandi navi portacontainer. Oggi il porto viaggia al di sotto dei due milioni di container. Cifra che potrebbe triplicare, o quadruplicare con nuove infrastrutture (6-8 milioni).

La chiave di volta dell´operazione è infatti rappresentato dal collegamento ad alta velocità del “Terzo Valico dei Giovi”, atteso da più di vent´anni e che, per la prima volta nelle scorse settimane, ha ricevuto il via libera dal Cipe con un finanziamento di oltre 700 milioni di euro. L´opera costa oltre sei miliardi di euro, ma l´impegno di questo governo, e di quelli che dovrebbero succedergli, è di sostenerne la realizzazione fino alla fine, prevista fra otto anni e quattro mesi. In parallelo dovrebbero proseguire i progetti di crescita infrastrutturale del porto di Genova, costo tre miliardi. Così, solo dal fronte mare, Mi Nova potrebbe muovere dieci miliardi di euro.

«È necessario creare le condizioni perché Genova e Milano diano vita a una vera e propria macrocittà, unita da un collegamento ferroviario veloce che è poi il primo anello della tratta internazionale Genova-Rotterdam – precisa Merlo – Mi Nova sarebbe la macrocittà del mare del Nord Italia». Una potenza economica e finanziaria che già oggi vale un fatturato di due miliardi e mezzo di euro (generati dai movimenti in entrata e in uscita dalla merce milanese nel porto di Genova) e che anche in chiave federalista rappresenterebbe una risposta alla voglia di affermazione dei territori.

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