Scomparsa di Yara: marocchino ha due complici italiani

SCOMPARSA DI YARA – Ci sarebbe la complicità di due italiani nella scomparsa di Yara Gambirasio oltre a quella del marocchino arrestato, che ha passato la prima notte in carcere seppur continui a negare ogni responsabilità. L’ipotesi degli investigatori è che il maghrebino avrebbe aiutato a sequestrare e far sparire la ragazzina di Brembate Sopra, poi violentata e uccisa dagli altri due.

Sull’identità dei due misteriosi italiani ci sarebbe già più di una ipotesi. Nell’interrogatorio di ieri davanti al pm, però, il maghrebino non avrebbe rilasciato dichiarazioni utili a individuare eventuali complici, il cui coinvolgimento nel delitto si evincerebbe esclusivamente dalle intercettazioni telefoniche sull’utenza del marocchino.

Intanto la Lega getta legna sul fuoco lanciando una ferrea campagna di chiusura delle nostre frontiere. Se la tredicenne Yara venisse trovata morta «il clima diventerebbe pesante, chiunque sia il colpevole», perchè se è vero che «queste cose succedevano anche prima che arrivassero gli immigrati, da quando ci sono così tanti irregolari succedono di più». È quanto afferma l’eurodeputato della Lega, Matteo Salvini, intervistato da La Repubblica sulla comparsa di cartelli razzisti a Brembate. «Ormai il legame tra l’immigrazione e la violenza – aggiunge Salvini – si legge tutti i giorni nei mattinali delle questure» e «i fermi di questo marocchino per la scomparsa di Yara e di quello responsabile per la strage dei ciclisti a Lamezia Terme certo non depongono a favore di queste persone».

 Secondo il leghista «l’immigrazione incontrollata ha prodotto dei danni» e «quelli che in questi anni hanno predicato la politica dell’avanti c’è posto per tutti, hanno sulla coscienza quello che sta accadendo». C’è, secondo l’europarlamentare, un «senso di impunità». «Se a Lamezia un ragazzo di vent’anni si permette di guidare ubriaco, senza patente a oltre cento all’ora – aggiunge – vuol dire che sa che in Italia, anche se lo beccano, non gli fanno nulla». Per evitare che accadano episodi simili, «bisogna non far più entrare in Italia un immigrato anche regolare se non ha un lavoro – conclude Salvini – . Come sta facendo il ministro Maroni».

Luigi Ciamburro