Secondo l'”Istituto per la Gioventù” in Spagna nel 2011 ci saranno 30mila gravidanze indesiderate fra i giovanissimi

LA SPAGNA E LE GRAVIDANZE FRA GIOVANISSIME – Che la Spagna fosse, dal punto di vista delle libertà civili e delle questioni etiche, più avanzata rispetto all’Italia, molti lo avevano già notato; resta il fatto che un dato come quello diffuso dall’Injuve, l’istituto generale per la gioventù spagnolo, che si sia favorevoli o meno all’aborto, è preoccupante, e sottolinea anche un certo allarme sociale. Non si tratta di una questione etica, quanto di dare il giusto peso alle cose, e l’interruzione di gravidanza, per quanto sia un diritto sancito dalla nostra costituzione come da quella ispanica, non è cosa da poco.

Le statistiche, esternate dal direttore dell’organismo di controllo, Gabriel Alconchel, prevedono, per il 2011, ben 30 mila gravidanze indesiderate in ragazze dai 15 ai 19 anni, metà delle quali destinate a risolversi con l’aborto.

A diffonderle è una campagna di sensibilizzazione sull’argomento, misura senza dubbio necessaria, anche se non può e non deve essere l’unica.

Secondo i dati dell’Injuve, negli ultimi anni si è assistito ad un incremento di questi casi, poiché il 9,9% del 2004 di ragazze sotto i 30 anni che hanno dovuto affrontare una gravidanza indesiderata, è diventato, quattro anni dopo, il 12,1%.

Alconchel forse ne dà una spiegazione un po’ troppo semplicistica, attribuendo questo valore all’aumento di popolazione immigrante in Spagna. Resta il fatto che lo scopo della campagna vorrebbe essere quello di ridurre sensibilmente i 13.967 aborti che si sono registrati nell’anno passato tra le minori di 19 anni.

Il progetto, presentato oggi, e realizzato in collaborazione con l’Istituto per la Donna, ha come titolo “ Se lo vuoi, puoi. Evitare le gravidanze indesiderate è una cosa da fare in due”.

Alessandro Pirruccio