Repubblica: Wikileaks, centinaia di miliziani iraniani per combattere contro italiani a Nassiriya

IRANIANI A NASSIRIYA – C´erano centinaia di combattenti iraniani fra i miliziani che combattevano agli ordini di Moqtada al Sadr contro il contingente italiano in Iraq: lo avrebbero segnalato fonti dell´intelligence del nostro Paese secondo un dispaccio diplomatico diffuso da WikiLeaks. Il rapporto è datato 8 aprile 2004: si parla di 400 o 500 «combattenti» arrivati apposta dalla Repubblica islamica per attaccare «il compound italiano». Non è indicato quale, ma si tratta di Camp Mittica, il grande accampamento che ospitava anche un contingente romeno, a 7 chilometri dal centro città, vicino all´aeroporto di Tallil. White Horse, la palazzina dell´ex Camera di commercio nel centro città, colpita in modo devastante da un camion bomba nel novembre del 2003, era già stata evacuata prima della data del dispaccio.

Secondo le fonti, considerate dai servizi italiani «di una certa affidabilità», i miliziani avevano in dotazione mitragliette Ak-47, lanciagranate e mortai, che tenevano in due sedi poco lontane dai ponti, nel centro della città. In realtà l´8 aprile la prima “battaglia dei ponti” era già cominciata: il rapporto dell´intelligence era palesemente stato redatto prima di quella data. A far scoppiare gli scontri per il controllo della città era stato il fallimento dei colloqui fra il comando italiano, il governatore della provincia di Dhi Qar e gli emissari dell´esercito del Mahdi, la milizia sciita guidata dal mullah Sadr. Ma in realtà l´attacco agli italiani era nato dallo scontro generalizzato fra sciiti e truppe Usa, dopo il rifiuto di Moqtada di riconoscere l´Autorità provvisoria insediata dagli americani a Bagdad. Proprio il 5 aprile il proconsole Usa Paul Bremer aveva definito «fuorilegge» il religioso sciita.

Proprio durante gli scontri di Nassiriya, in agosto, i militari italiani aprirono il fuoco contro un´ambulanza uccidendo quattro persone: l´agenzia Ansa ha rilanciato la storia dopo avere avuto accesso alla sentenza del 2007, con cui il giudice Antonio Lepore ha assolto due Lagunari accusati di omicidio plurimo. Secondo la sentenza, l´ambulanza era dotata degli «usuali contrassegni e dispositivi luminosi», della Mezzaluna Rossa. In altre parole, rappresentava «un pericolo in concreto insussistente», e arrivava da una parte del ponte da cui non si «sparava sugli italiani». In ogni caso, i militari accusati hanno agito «in stato di necessità militare», dice il dispositivo, perché avevano fatto una valutazione «erronea quanto incolpevole».

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