In Islanda traballa la coalizione di governo

COALIZIONE ISLANDA DIFFICOLTA’ – La coalizione rosso-verde attualmente al governo in Islanda potrebbe non sopravvivere a lungo. Tra ipotesi e smentite, l’esecutivo di Jóhanna Sigurðardóttir sta attraversando una fase critica per la sua esistenza, fase che coincide con un momento altrettanto delicato per il futuro dell’Islanda.

Le prime avvisaglie c’erano state con l’astensione di tre parlamentari del Vinstrihreyfingin – grænt framboð (partito ecologista e socialista) durante le votazioni sulla legge di bilancio.

Lilja Mosesdottir, che fa parte del gruppetto degli astenuti, sta meditando di lasciare il partito. Se anche gli altri due (Asmundur Einar Dadason e Atli Gislason) dovessero decidere altrettanto, la coalizione rosso-verde non avrebbe più la maggioranza. Lo scenario che Lilja Mosesdottir ha prospettato come ipotesi alla stampa è un governo di coalizione che raggruppi tutto l’arco parlamentare e che traghetti il paese verso le elezioni.

Forse per evitare uno scenario del genere, e non far esplodere una crisi politica proprio ora, erano circolate sui quotidiano notizie di colloqui tra la coalizione di governo e il Progressive Party, per un ingresso del partito nell’esecutivo. Il ministero offerto secondo i giornali era il quello del Lavoro.

Le smentite sono arrivate subito. Steingrímur J. Sigfússon, ministro delle Finanze e leader del partito Vinstrihreyfingin – grænt framboð ha fermamente negato che ci siano stati colloqui di questo tipo. “Non c’è assolutamente niente di vero” ha risposto il ministro al quotidiano Visir.

La turbolenza politica arriva in un momento particolarmente delicato per l’Islanda. All’inizio dell’anno prossimo verrà ad esempio discusso in Parlamento il disegno di legge Icesave.

Sempre più insistenti sono poi le voci che ritengono che l’Islanda non possa più rinviare la decisione di mantenere la corona o fare formale richiesta di ingresso nell’euro.

Arni Pall Arnason, ministro dell’Economia e del Commercio, ha scritto un articolo sul quotidiano Frettabladid per rilanciare il dibattito, ma già la Banca centrale islandese aveva sollevato di nuovo la questione, sottolineando che il tempo stringe.

Antonio Scafati