In Egitto si apre la caccia a giornalisti e attivisti diritti umani: arrestato il marito di Lucia Annunziata

IN EGITTO CACCIA AI GIORNALISTI – In Egitto continuano le aggressioni nei confronti dei giornalisti stranieri. Reporter e fotografi sono stati presi di mira per impedire loro di trasmettere al mondo le immagini delle proteste. Un atto di intimidazione questo, che appare come un azione avente lo scopo di ‘oscurare’ agli occhi del mondo quanto avviene nel Paese mediorientale. In tanti si trovano nel Paese dei Faraoni che in questi giorni sta vivendo ore di tensioni e di insicurezza. I giornalisti sono diventati, soprattutto da ieri, obiettivo di aggressioni da parte dei sostenitori di Mubarak. Nessuno sembra più essere in grado di poter garantire la sicurezza ed il libero esercizio del proprio mestiere ai giornalisti impegnati in Egitto a documentare la difficile situazione determinatasi dopo il 25 gennaio scorso. Di fronte al susseguirsi di episodi che vedono coinvolti reporter e fotografi malmenati, intimiditi, feriti e arrestati la comunità internazionale è insorta. “La libertà di espressione in Egitto deve essere pienamente protetta”, ha affermato il segretario generale dell’ONU, Ban Ki-moon aggiungendo che: “Gli attacchi ai giornalisti compiuti in Egitto sono scandalosi”. Da Washington invece, è giunto un richiamo al governo egiziano a fermare la caccia al giornalista straniero. In merito alle decine di reporter detenuti ingiustamente dalle forze di sicurezza egiziani il portavoce della Casa Bianca, Robert Gibbs ha intimato: “Ogni giornalista che è stato arrestato deve essere liberato”. Gibbs ha ribadito che: “le azioni tese a colpire i giornalisti sono inaccettabili”. Prima di Gibbs era intervenuto in merito anche il portavoce del dipartimento di Stato, P.J. Crowley che aveva affermato: “siamo di fronte ad una campagna concertata per intimidire i giornalisti internazionali al Cairo ed interferire con il loro lavoro, noi condanniamo queste azioni”. Per il Dipartimento di stato americano, in base alle informazioni in suo possesso, il ministero degli Interni egiziano è direttamente coinvolto nelle intimidazioni e negli attacchi ai danni dei giornalisti che stanno seguendo gli avvenimenti in Egitto. Al coro unanime di condanna si unisce anche quello di Londra. Il ministro degli Esteri britannico, William Hague ha condannato le ennesime violenze in Egitto e ha giudicato inaccettabili le intimidazioni e le azioni di disturbo ai danni dei giornalisti. Il capo della diplomazia inglese si è detto anche estremamente preoccupato per il rischio di nuove violenze. Dall’Italia invece, è giunta la proposta di un’ azione comune Ue a tutela giornalisti internazionali che operano in Egitto. A presentarla l’ambasciatore italiano in Egitto, Claudio Pacifico. La proposta è stata accolta all’unanimità nel corso della riunione di emergenza svoltasi stamani al Cairo dei capi missione Ue. Dalla riunione è emersa anche la volontà di investire della questione l’Alto rappresentante della politica estera dell’Ue, Catherine Ashton, alla quale è stato chiesto un urgente intervento diretto presso il vice presidente egiziano, Omar Suleiman.

ARRESTATO INVIATO HRW MARITO DI LUCIA ANNUNZIATADaniel Williams, inviato di Human Rights Watch, HRW, al Cairo, è tra le persone prelevate e portate via stamani dalla polizia militare insieme ad altri attivisti per i diritti umani. Williams, ex giornalista del Washington Post, da settembre lavora per l’organizzazione in difesa dei diritti umani. Si tratta del marito di Lucia Annunziata che ha affermato: “Ho perso i contatti con mio marito stamattina. Quindi ho contattato Human Rights Watch che mi ha dato la notizia dell’arresto”. Sono almeno 15 gli attivisti dei diritti umani che sono stati tratti in arresto dalla polizia militare stamani al centro studi giuridici, Hisham Mubarak Law Centre del Cairo. Tra gli arrestati oltre Williams anche un dipendente francese di Amnesty International e una dozzina di avvocati egiziani per i diritti umani. Nessuno è stato ancora in grado di dire dove siano stati condotti. Ormai nel Paese mediorientale si cerca minacciando e picchiano di intimidire i simpatizzanti della rivolta contro il regime. Mentre contro i giornalisti e i cittadini stranieri si è scatenata una vera e propria caccia all’uomo.

Ferdinando Pelliccia