Rai: in Commissione di vigilanza il Pdl propone la censura preventiva al palinsesto

RAI, PD PROPONE CENSURA PREVENTIVA – Atto di indirizzo sul pluralismo. Così il senatore del Pdl Alessio Butti ha denominato il documento da lui stesso presentato alla Commissione di vigilanza della Rai e che verrà votato la prossima settimana. Si tratta di un documento che, se venisse approvato, rappresenterebbe un passo in più verso il controllo della televisione da parte della politica, poiché darebbe il potere alla commissione parlamentare per l’indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi di dare indicazioni sulla compilazione dei palinsesti, sulla fattura dei programmi, sui modi e sui tempi con cui devono andare in onda.
E non finisce qui: in nome del contraddittorio, il provvedimento metterebbe in pratica al bando programmi come ‘Report‘, ‘Annozero’, ‘Parla con me‘. Casualmente si tratta di programmi considerati ostili all’attuale maggioranza. Nel testo infatti si legge che il conduttore “dovrà avere un ruolo terzo, raffreddando i toni del dibattito, senza divenire il protagonista del format” (un avvertimento a Santoro e Floris?) e che non dovranno essere presentati “filmati, tabelle, schede” (addio quindi alle analisi proposte da Ballarò). Il testo propone inoltre l’abolizione della “manleva legale” nei servizi d’inchiesta, perché “il conduttore è sempre responsabile della qualità delle notizie, sollevando la Rai da responsabilità civili o penali” (risposta alla querelle sulla tutela legale a Milena Gabanelli). Non parliamo poi della satira: di fatto abolita, poiché in caso di approvazione del testo non potrebbe “diventare occasione per dibattere temi di attualità politica, all’approfondimento giornalistico”.
Dulcis in fundo: “per garantire l’originalità dei palinsesti è opportuno, in linea generale, che i temi prevalenti trattati da un programma non costituiscano oggetto di approfondimento di altri programmi, anche di altre reti, almeno nell’arco degli otto giorni successivi alla loro messa in onda”. Dunque, se il lunedì sera Bruno Vespa a Porta a Porta parlerà del caso Ruby, non potranno farlo, per esempio, Ballarò o Annozero, rispettivamente in onda il martedì e il giovedì.

Tatiana Della Carità