LOTITO LAZIO – A tutto campo. Dal progetto tecnico presente e futuro alla possibilità di avere presto uno stadio di proprietà, il tutto passando per il sogno Champions League. Il presidente della Lazio, Claudio Lotito, non si nasconde e dalle frequenze della radio ufficiale biancoceleste, per la prima volta in onda sull’FM, affronta a 360 gradi tutti i temi del momento. A partire dalla rincorsa degli uomini di Reja verso il pass che vale l’accesso all’Europa. «Ci sono squadre temibili da superare, siamo in otto per sei posti – l’analisi del numero uno biancoceleste -. Juventus, Palermo, Udinese e Roma sono forti, ma dipende da quello che riusciremo a dimostrare sul campo. Da qui alla fine della stagione devono essere 12 finali. Dico ai tifosi di sostenerci e arriveremo lassù, dove osano le aquile. Lo scudetto? Sarebbe un traguardo importante, ma dobbiamo restare con i piedi per terra. Ci sono avversari competitivi che spendono anche otto volte più di noi, ma tra un anno e mezzo i costi saranno diversi. Con il fair play finanziario cambierà il sistema, le squadre che saranno in grado di sfruttare un progetto di organizzazione che prescinde dall’aspetto economico saranno preferite». Nessun dubbio poi sulla conferma di Reja: «Sarà assolutamente il nostro allenatore per la prossima stagione. Lo scorso anno l’ho scelto perchè ritenevo avesse il potenziale per far risorgere la squadra e così è stato. Ha carattere, qualità ed è in grado di trasmettere ai giocatori la forza del gruppo che è quella vincente». Gruppo che non si proverà di uomini come Hernanes e Zarate: «Il progetto della Lazio prevede un potenziamento annuale, mettendo in campo tutto ciò che serve per migliorare. Per questo ho puntato su Hernanes, lui è un modello di comportamento, è l’orgoglio della società e dei tifosi. Nessuno ha mai pensato di venderlo, così come Zarate che fa assolutamente ancora parte del nostro progetto, ma a convincimento che le individualità debbano essere messe al servizio del collettivo». Come ha ben dimostrato sul campo l’attaccante Kozak: «Sono stato sempre un suo sostenitore – le parole di Lotito -. Il suo contratto l’ho firmato sul cofano di una macchina, prendendo per i capelli i rappresentanti del giocatore. Mi sembrava Toni da giovane, è in crescita esponenziale, ha grande voglia di emergere, ha tutti i mezzi per diventare un campione. È il nostro presente ed il nostro futuro». Futuro che passa anche per la legge sugli stadi, cavallo di battaglia proprio del presidente biancoceleste: «Ne stiamo aspettando il varo e speriamo che presto il tutto trovi luce, in modo che tutte le società sportive possano realizzare le proprie strutture. Ci saranno tempi certi nella procedura amministrativa, contiamo di realizzarlo in tre anni dall’emanazione della legge»

Fonte: Ansa