Siria, carri armati sparano sulla folla intorno alla moschea di Daraa

ULTIMO AGGIORNAMENTO 15:10
Proteste a Daraa, Siria

DARAA INTERVENTI FORZE SICUREZZA CON BLINDATI – Una situazione che peggiora giorno dopo giorno e per la quale l’Unione Europea sta valutando sanzioni da intraprendere, tra cui l’embargo delle armi, mentre gli Stati Uniti, dopo aver chiesto le dimissioni del presidente siriano Bashar al-Assad, sembrano andare molto cauti nell’adottare delle disposizioni contro il paese e i suoi ledaer: “Assad è molto meno isolato a livello internazionale di quanto non sia il leader libico Muhammar Gheddafi”, spiega Steven A. Cook, rappresentante del Consiglio Relazioni Estere Usa. Assumere delle posizioni nei riguardi della Siria è un tema molto più complesso in quanto “avrebbe implicazioni per l’Iraq, per il Libano e per Israele”, dichiara Cook.
Eppure, anche oggi, il governo siriano ha messo in atto una violenta repressione a Daraa, città fulcro della protesta antiregime. Questa mattina, carri armati, inviati dal presidente siriano, hanno sparato sui civili al centro della città, nei pressi della moschea Omari. Stando a quanto ha rivelato un testimone alla tv Al-Jazeera,  ci sarebbero molti feriti che vengano curati nelle case dei privati in quanto “è impossibile muoversi in città”.
Oltre ai carri armati, nei quartieri centrali di Daraa, nella repressione a terra sarebbe intervenuta la quarta divisione dell’esercito, comandata dal fratello del presidente, Maher al-Assad mentre gli elicotteri militari, sorvolano la città.
“Sia i soldati con le loro armi sia i carri armati sparano contro le case – denuncia un residente di Daraa-. Gli spari sono più intensi intorno alla moschea Omari”. 
I raid militari avrebbero toccato anche la casa dell’imam della moschea, Ahmad al-Sayasneh, che si era detto a favore della protesta. Secondo la fonte, non ancora confermata, i militari avrebbero ucciso il figlio dell’iman, Osama, che non avrebbe svelato il luogo in cui si è nascosto il padre. 
Una situazione umanitaria sempre più tragica: nella città mancano cibo, acqua, elettricità e medicine. “Ci sono circa 60 cadaveri   che teniamo nascosti in locali refrigerati – dichiara il testimone alla tv araba- . L’esercito li sta cercando per distruggere le prove dei suoi crimini”.

Redazione