Guerra in Libia: Gheddafi ricorre a metodi terroristici, attentato con autobomba a Bengasi

GUERRA IN LIBIA – Per la prima volta dall’inizio del conflitto libico si ricorre a metodi terroristici. Ieri sera, a Bengasi, un’autobomba carica di tritolo è esplosa a poca distanza dalla sede del Consiglio nazionale transitorio e dal Palazzo di Giutizia, dove al momento della deflagrazione erano presenti molti esponenti dei ribelli. Fortunatamente non ci sono morti, ma solo un ferito e ingenti danni. Il portavoce dei ribelli libici, Omar Bani, punta il dito contro i fedelissimi del Colonnello Gheddafi che, pur di mantenere il potere, sta ricorrendo ad ogni abuso e atrocità, comprese le violenze sessuali sulle donne dei villaggi.

Sul campo di battaglia continuano i bombardamenti Nato: stanotte a Tripoli si sono udite due forti esplosioni nel centro della capitale, mentre l’Alleanza Atlantica ha ieri dichiarato di non poter ancora stabilire una data per il ritiro dalla Libia, visto che Muammar Gheddafi ancora non ha deciso di ritirarsi, i mercenari e i soldati del rais impugnano ancora le armi contro le popolazioni civili e impediscono l’accesso agli aiuti umanitari.

Intanto il presidente francese Nicholas Sarkozy ha dichiarato di voler procedere il più celermente possibile nella missione in Nord Africa, per poter poi concentrare l’attenzione sullo Yemen, dove, sue testuali parole, il premier Assad deve subito lasciare il potere.

Redazione