Yemen: nuovi scontri e morti. Saleh ancora in Arabia Saudita gravemente ferito

Il Presidente dello Yemen Saleh

SCONTRI IN YEMEN – Si era rifugiato in Arabia Saudita, dopo l’attentato al Palazzo Presidenziale di Sana’a del 3 giugno, in cui era rimasto ferito, il presidente dello Yemen Ali Abdullah Saleh.

Oggi si apprende che le condizioni del presidente yemenita sono più gravi di quanto inizialmente riferito.
Saleh avrebbe un polmone collassato e ustioni sul 40% del corpo, secondo quanto riferiscono all’emittente americana Cnn alcuni funzionari del governo Usa.
Il presidente rimarrà dunque ancora a Riad, in Arabia Saudita, dove è ricoverato e nulla si può prevedere su un suo rientro in Yemen.

Intanto continuano gli scontri e le violenze nel Paese. Nella notte, nei pressi di Zinjibar, sono stati uccisi 15 uomini, nove soldati e sei uomini armati, accusati dal governo yemenita di appartenere ad Al Qaeda. Le forze di sicurezza militari ieri hanno preso d’assalto la città, controllata da milizia armate, i “Partigiani della Sharia”. La regione è considerata una roccaforte di Al Qaeda.

Ieri, il presidente del Consiglio italiano Silvio Berlusconi, il cancelliere tedesco Angela Merkel, il primo ministro britannico David Cameron, quello spagnolo José Luis Zapatero e il presidente francese Nicolas Sarkozy, con una dichiarazione congiunta, hanno chiesto alle parti in conflitto in Yemen di rispettare la tregua. “Dopo mesi di difficoltà e violenza che hanno inflitto considerevoli sofferenze al popolo yemenita e provocato pesanti devastazioni, esortiamo tutte le autorità civili e militari dello Yemen a rispettare la tregua promossa da Re Abdullah di Arabia Saudita”, scrivono i leader europei.

I capi di governo europei hanno anche ringraziato l’Arabia Saudita per aver accolto il presidente yemenita Saleh e avergli prestato le cure mediche.

L’appello dei leader europei al popolo yemenita è quello di intraprendere la via della conciliazione e del dialogo e di seguire le proposte del Consiglio di Cooperazione del Golfo per la scelta democratica di un nuovo leader. A tal fine, i leader europei si impegnano a dare al popolo yemenita il proprio appoggio.

E’ notizia di oggi che il Regno Unito ha inviato nel Golfo Persico una “missione militare di valutazione”. Lo ha annunciato il Ministero della Difesa britannico.
La BBC riferisce la presenza nell’aera di 80 militari sulla nave da ricognizione Fort Victoria, mentre per Sky News nel Golfo sarebbe arrivata la nave ospedale Argus.

Redazione