Cannabis: coltivare una piantina non è reato. Giorgia Meloni: “Sentenza scandalosa”

CANNABIS – La Suprema corte ha bocciato il ricorso della Corte di Appello di Catanzaro che chiedeva la condanna di un ragazzo 23enne sorpeso con una piantina di marijuana sul balcone della sua abitazione a Scalea (Cosenza). Dunque via libera dalla Cassazione alla coltivazione di canapa indiana sul terrazzino di casa, poichè non crea danni alla salute pubblica. Infatti la Cassazione fa riferimento a un principio giuridico che “sebbene timidamente ha già fatto capolino nella giurisprudenza di merito e di legittimità e che tira in ballo la necessità che il possesso limitato di piante o principi droganti sia in grado di procurare danni. In pratica, ad avviso dei supremi giudici occorre sposare la linea di giudizio che individua nella “problematica dell’offensività” la leva “destinata in futuro ad innovare tutto il sistema penale”.

Secondo il ministro Giorgia Meloni la sentenza è scandalosa e attacca la magistratura: “Lo Stato si regge su leggi uguali per tutti, anche per chi è chiamato a farle rispettare. La motivazione della sentenza ha poi qualcosa di agghiacciante, quando prevede che il fatto ‘è non punibile anche in presenza di specifiche norme di senso contrario’, perché ‘inoffensivo’. Questo – ha spiegato il ministro della Gioventù – rischia di stabilire un precedente gravissimo: ovvero che un reato non sia più tale, nonostante la legge, quando considerato ‘inoffensivo’… Se i magistrati vogliono farsi legislatori smettano la toga e si facciano eleggere in parlamento”.

Applausi e consenso da parte del segretario dei Radicali Italiani Mario Staderini: “La sentenza della Cassazione introduce un elemento di buon senso e un principio liberale: non c’è reato se non c’è vittima. L’autocoltivazione andrebbe promossa, perché garantisce al consumatore la qualità del prodotto, lo libera dal mercato criminale e riduce i profitti delle mafie. La legge Fini-Giovanardi deve essere superata innanzitutto perché è una legge stupida e criminogena, tanto che sono 28 mila le persone detenute per averla violata”.

L.C.