Allarme inattivi nelle Marche: la CGIL comunica che 40.000 giovani non studiano né lavorano

MARCHE: 40.000 GIOVANI NON STUDIA NE’ LAVORA – E’ allarme giovani inattivi nella Regione Marche. Il fenomeno dei giovani cosiddetti “neet” (dall’acronimo inglese “not in education, employment or training”) è ormai piuttosto diffuso in tutta Italia. Si tratta di giovani che non vanno più a scuola o all’università, sono senza lavoro, e nemmeno lo cercano, e non frequentano corsi formativi. Un fenomeno sociale molto grave che coinvolge nel nostro Paese più di due milioni di giovani tra i 15 e i 29 anni, “sempre più rassegnati e senza prospettive” per il futuro che li aspetta.

Oggi, la CGIL Marche lancia l’allarme per i giovani della regione dove, in base ai dati elaborati da ItaliaLavoro-Istat, il fenomeno dei “neet” interesserebbe il 16,5% della popolazione giovanile per un totale di 40.000 giovani. La popolazione di una cittadina media. Un numero considerevole per una regione che ha poco più di un milione e mezzo di abitanti.

La maggioranza di giovani non attivi è composta da ragazze: il 54%. Un dato che fa riflettere sulle scarse opportunità per le donne e l’elevato tasso di disoccupazione femminile che affligge l’Italia, con cifre che da Paese sottosviluppato.

Nel dettaglio dei dati per le Marche, lLa provincia con il maggior numero di giovani che non studiano e non lavorano è quella di Ancona, con ben 12.638 giovani. Seguono le province di Ascoli Piceno e Fermo, con 11.076 giovani inattivi, quella di Macerata, con 8.100, e infine Pesaro-Urbino, con 7.860 giovani “neet”.

Il dato «più sconfortante» secondo la CGIL è che la maggior parte dei giovani non ha un lavoro e non lo cerca “o perché scoraggiato o perché non disponibile a lavorare”: si tratta del 54,8% dei “neet” marchigiani, percentuale che sale al 66,5% per le ragazze.

Per la CGIL questo pericoloso fenomeno va contrastato “promuovendo per i giovani un’occupazione stabile che valorizzi i percorsi scolastici e formativi”.

Redazione