Berlusconi torna alla carica sulle intercettazioni e ipotizza un decreto. Ma Napolitano frena

Giorgio Napolitano e Silvio Berlusconi

NAPOLITANO DICE NO A DECRETO INTERCETTAZIONI PROPOSTO DA BERLUSCONI – Ieri il premier Silvio Berlusconi e il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano si sono incontrati in vista dell’approvazione definitiva, avvenuta in serata alla Camera con voto di fiducia, della manovra messa a punto dal governo. A quanto pare, però, i due non hanno parlato solo di economia e, secondo fonti della maggioranza, il presidente del Consiglio avrebbe tirato in ballo un provvedimento che annuncia da anni: quello sulle intercettazioni. Il tema è più che mai attuale per Berlusconi, visto che proprio in questi giorni sono state pubblicate le sue conversazioni con Valter Lavitola nell’ambito dell’inchiesta della procura di Napoli sulla presunta estorsione di cui lui stesso sarebbe stato oggetto e i magistrati di Bari hanno realizzato circa 100mila intercettazioni nell’ambito delle indagini sul presunto giro di escort gestito da Gianpaolo Tarantini. Insomma, il rapporto tra il Cavaliere e il telefono continua ad essere tormentato, dunque la possibilità di realizzare una legge che impedisca l’uso di questo strumento che il premier e i suoi considerano selvaggiamente invasivo della privacy è sempre dietro l’angolo. Berlusconi ha quindi approfittato del colloquio di ieri per proporre nuovamente a Napolitano la redazione di un testo ad hoc. Ma niente da fare, il capo dello Stato ha detto no.

Già nel 2009 il governo aveva tentato di far passare una norma in materia di intercettazioni: il testo però presentava evidenti elementi incostituzionali e avrebbe penalizzato le indagini, tanto che lo stesso Napolitano la bloccò prima dell’ultimo voto al Senato.

Tatiana Della Carità