Gianfranco Fini bacchetta Berlusconi: “La politica o dà buon esempio o perde credibilità”

GIANFRANCO FINI – Gianfraco Fini lancia bordate contro il governo Berlusconi e il premier stesso in un’esclusiva intervista rilasciata a SkyTg24. Parla di legge elettorale, di intercettazioni, del caso Tarantini-Lavitola e del ministro Giulio Tremonti. Secondo il presidente della Camera è grave il fatto che il Cavaliere non si sia presentato dinanzi ai pm di Napoli e rende poco credibile la sua figura in Italia e all’estero: “La politica o dà buon esempio o perde credibilità – dice Fini -. Nella vicenda del premier che non si è voluto recare a Napoli, la cosa che ha dato fastidio è che nessun cittadino può pensare di non aver il dovere di rispettare una norma o una regola. Se ti chiamano a testimoniare, ci devi andare”.

A proposito della legge elettorale e della dichiarazione di Angelino Alfano circa una modifica del Porcellum, Gianfranco Fini si dice d’accordo pur se la mossa del Pdl giunge con troppo ritardo: “Meglio tardi che mai. Avevano ragione i referendari che dicevano che la raccolta delle firme avrebbe avuto un effetto grimaldello” e si dice favorevole al dimezzamento del numero dei parlamentari: “Meglio mettere mano al dimezzamento del numero dei parlamentari, alla fine del bicameralismo perfetto e parallelamente discutere la legge elettorale a partire del numero appunto dal numero dei parlamentari, magari 400 invece di 630”.

Sul problema intercettazioni tanto sbandierato da Silvio Berlusconi il presidente della Camera si dice favorevole all’utilizzo, ma non alla pubblicazione di certe poco inerenti al reato: “Nella maggioranza non si vuole impedere di pubblicare le intercettazioni, si vuole impedire di farle” e preannuncia che il “Terzo Polo sta mettendo a punto una propria proposta” in cui si stabilisce che “alla magistratura è permesso di utilizzare le intercettazioni, ma contemporaneamente si renda impossibile la divulgazione delle intercettazioni che non hanno nulla a che vedere con l’ipotesi di reato”.

Poi Fini parla del caso Tremonti e sulle antipatie attiratesi dall’intera maggioranza da parte del responsabile del Tesoro: “La cosa che ancora una volta è poco spiegabile è come solo oggi ci si accorge di quale sia la personalità di Tremonti che va preso per quello che è. È Berlusconi che lo ha delegato a dominus assoluto della politica economica e so perfettamente che ministri e parlamentari del Pdl trovano insopportabile il carattere del ministro del Tesoro. Lui sbaglia – conclude il leader di Fli -, ma per quale motivo per tre anni il premier ha abdicato al suo ruolo dicendo a Tremonti fai tu”.

Redazione