Romano si difende prima del voto sulla sfiducia e punta il dito contro la magistratura

Saverio Romano

ROMANO ACCUSA MAGISTRATI PRIMA DELLA SFIDUCIA – A pochi giorni dalla votazione con cui la Camera ha negato l’autorizzazione all’arresto dell’ex consigliere di Tremonti Marco Milanese, arriva il momento di una nuova prova per il governo. Oggi i deputati sono infatti chiamati ad esprimersi in merito alla sfiducia proposta da Italia dei valori e Partito democratico nei confronti di Saverio Romano: il titolare dell’Agricoltura è indagato dalla procura di Palermo con l’accusa di concorso esterno in associazione mafiosa e alcuni pentiti lo hanno definito come persona “a disposizione di Cosa nostra”.

Da parte sua, il ministro, prima entrare a Montecitorio, si è detto tranquillo a durante la sua difesa in Aula si è detto vittima di una persecuzione, accusando la magistratura di voler controllare la politica. “Sono oggetto di un’aggressione senza precedenti – dice – Quello che un tempo era l’ordine giudiziario ormai ha soverchiato il Parlamento e ne vuole condizionare le scelte. Questa vicenda dimostra comunque la malattia del nostro sistema giudiziario. Se per 8 anni un uomo politico colpevole è stato tenuto libero la giustizia ha fallito. Se invece un innocente è stato tenuto sulla graticola mi sembra un tempo interminabile, che non deve essere consentito per nessuno”. “Mi è stato tolto l’onore – prosegue – perchè i processi sono stati trasferiti in aule improprie, nelle piazze e in Parlamento”.

Contrariamente a quanto avvenuto per Milanese, non è prevista la procedura del voto segreto e l’esito appare prevedibile: il governo dovrebbe avere i numeri, visto che i gruppi di maggioranza hanno annunciato il loro no alla mozione presentata dall’opposizione.

T.D.C.