Crisi, il Governo vacilla e Letta consiglia: in politica necessaria unità di intenti

Gianni Letta, sottosegretario alla presidenza del Consiglio

CRISI LETTA – Un nuovo scontro tra il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi e il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, ha fatto vacillare la coesione all’interno della maggioranza. Due fazioni distinte si stanno formando all’interno di un gruppo che da unito ha dato vita all’attuale Governo. L’ultima lite è stata incentrata sulla nomina del nuovo governatore di Bankitalia e a nulla è servito l’incontro a palazzo Grazioli alla presenza di Gianni Letta, il quale ha tenuto a precisare in un messaggio inviato per la XLIII Giornata del credito, che il mondo politico come anche quello economico devono basare il proprio lavoro su “un’unità di intenti”.

Sono particolarmente lieto di salutare il confronto e il dialogo fra le migliori industrie del paese: manifatturiera e creditizia. Una volta erano due mondi contrapposti. Oggi – ha spiegato Letta – segnano quell’unità di intenti che dovrebbe essere la guida, non solo in campo economica, ma anche in territorio politico e istituzionale”.

In particolare per rendere chiaro il messaggio, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, ha citato un passo dell’ex presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi: “in una delle sue ultime considerazioni finali. ‘Sta in noi’ la possibilità di innescare un circuito virtuoso della crescita. ‘Sta in noi’. Abbiamo il dovere di recuperare l’orgoglio di quelle scelte“, ha sottolineato Letta.

Precisamente lo scontro tra Berlusconi e Tremonti è sorto in quanto Tremonti, sostenuto da Umberto Bossi, insiste per la nomina di Vittorio Grilli, direttore generale del Tesoro a nuovo governatore di Bankitalia mentre al contrario il Colle e la Bce sostengono Fabrizio Saccomanni, numero due della Banca d’Italia.

Luca Bagaglini