Indignados: manifestazioni pacifiche davanti a Bankitalia. Montezemolo appoggia la protesta

PROTESTA DEGLI INDIGNADOS – Dopo una giornata ricca di azioni dimostrative e sit-in pacifici messi in opera da studenti, disoccupati, lavoratori, precari e artisti, gli Indignati vengono portati via di peso da via nazionale, sede della Banca d’Italia, dove si è radunata la protesta in attesa della nuova giornata di mobilitazione prevista per oggi e domani, fino al corte generale di sabato. Spostati da via Nazionale gli Indignados si sono spostati sul marciapiede e hanno montato le tende sulle scalinate del Palazzo delle Esposizioni, per dialogare e coordinare le prossime proteste che promettono resteranno pacifiche, almeno fino a sabato, quando confluirà una marea di gente da ogni dove. Palazzo Koch ieri è stato presidiato per tutto il giorno da decine di camionette e agenti, per garantire il tranquillo arrivo del presidente Giorgio Napolitano e del governatore Mario Draghi, prossimo presidente della Bce.

Per mezzogiorno è stata annunciata un’assemblea sulle scalinate del Palaexpo, mentre alle ore 16 si terrà una conferenza. Ma altre dimostrazioni sono previste nei centri sociali capitolini e alla Sapienza di Roma, dove stasera verranno occupate alcune facoltà. Gruppi di ‘Indignati’ stanno per giungere a Roma da Trento, Bolzano, Napoli e Bologna, dove ieri si sono tenute simpatiche e simboliche azioni dimostrative: ad esempio nel capoluogo partenopeo centinaia di persone hanno tenuto una spaghettata dinanzi alla sede della Banca d’Italia di via Cervantes, durante la quale sono stati esposti cartelli contro le banche e la Bce, ritenute responsabili di una crisi causata dall’alto, ma che rischia di essere pagata dal basso.

Intanto giungono apprezzamenti al movimento degli indignados da parte di Luca Cordero di Montezemolo ed esprime vicinanza ai giovani italini colpiti dalla crisi economica: “Non c’è dubbio che il problema dei giovani oggi è il problema di questo Paese: uno su quattro non ha lavoro, la non crescita colpisce le nuove generazioni. Sento tanto parlare di precariato e questione giovanile, ma poi non vedo delle azioni che tendono ad affrontare la questione”.

L.C.