Savina Caylyn: sempre più drammatiche le condizioni dell’equipaggio della nave sequestrata

Savina Caylyn, petroliera sequestrata

SEQUESTRO SAVINA CAYLYN – Sono sempre più drammatiche le condizioni dell’equipaggio della Savina Caylyn, la nave italiana sequestrata dai pirati somali lo scorso 8 febbraio, mentre transitava nell’Oceano Indiano al largo della Somalia.

I sequestratori hanno concesso al comandante di macchine Antonio Verrecchia e al primo ufficiale Eugenio Bon di mettersi in contatto telefonico con la redazione di Libero Reporter, a cui hanno spiegato la gravità della loro situazione, definita “insostenibile”. I due uomini hanno poi denunciato che i pirati hanno portato a terra cinque uomini dell’equipaggio.

Il comandante Verrecchia ha lanciato un appello all’armatore della Savina Caylyn, i Fratelli Amato, e ai politici italiani perché si attivino per risolvere un sequestro finora trascurato. Sono quasi nove mesi che la nave italiana è in mano ai pirati somali e le condizioni dell’equipaggio sono “sempre più disperate”, come ha detto Verrecchia nella telefonata. “La trattativa è ferma – ha aggiunto – e purtroppo i pirati si aspettavano una chiamata dall’armatore, che non è mai arrivata”.

La Savina Caylyn ha un equipaggio di 22 membri, cinque di questi, tra cui il comandante, sono italiani.

Lo scorso 10 ottobre un’altra nave italiana, la Montecristo è finita nelle mani dei pirati somali, ma è stata subito liberata da un blitz delle forze speciali britanniche.

 

Redazione