Borsa: Ftse-Mib di Piazza Affari a meno 1,67 per cento. Si teme per le sorti dell’Italia

Piazza Affari

BORSA MILANO – Nuovo lunedì nero si prospetta per le Borse europpe; in testa Milano. In seguito agli incoraggianti risultati della Borsa, ottenuti in seguito al raggiungimento degli accordi tra i paesi Ue al vertice di mercoledì, venerdì scorso gli indici del vecchio continente sono tornati in territorio negativo con Londra che ha chiuso a -0,35%, Parigi a -0,48%, Francoforte a -0,11% e Madrid a -0,63%. Piazza Affari peggio di tutte con un -1,69%.

L’inizio della settimana non sembra preannunciare nessun nuovo miglioramento dato che già ad inizio seduta la Borsa di Milano si è ritrovata con il Ftse-Mib che ha perso l’1,67% a 16.375,25 punti. In discesa anche il Ftse All-Share che invece ha ceduto l’1,50% a 17.171,55 punti.

In merito alla situazione economica che affligge l’Italia Emma Marcegaglia a Washington ha partecipato ieri alla serata di gala della Niaf, principale organizzazione degli italo-americani negli Stati Uniti d’America. Il capo degli industriali ha lanciato, in questa occasione, un nuovo appello alla maggioranza a rispettare gli impegni presi con l’Unione europea su licenziamenti e sviluppo economico. “Il Governo si è preso un impegno preciso nel fare riforme di cui il Paese ha un enorme bisogno e capiremo velocemente se c’è la volontà di farle” altrimenti “le conseguenze per il paese saranno disastrose”.

Buona complicità tra il presidente Barack Obama che speso parole di elogio nei confronti del Paese italiano e la Marcegaglia, la quale ha ribadito le immense potenzialità italiane, ricordando tuttavia il delicato momento di crisi nazionale e mondiale: “In Italia c’è un grande potenziale e, lasciatemelo dire, l’Italia è un paese fantastico in cui vivere ma oggi dobbiamo fare un grande sforzo per ritornare a crescere”.

Intanto la stessa lettera inviata dal governo Berlusconi a Bruxelles sta creando polemiche. In particolar modo a farlo è quella clausola sui licenziamenti più facili a far scaldare il mondo della politica, dei sindacati, dell’imprenditoria e dell’artigianato. Una mossa che ha fatto smuovere anche il presidente della Camera Gianfranco Fini che ha paventato una crisi ancor più irreversibile qualora la norma venga applicata letteralmente: “Se si tende solo a favorire la possibilità di licenziare c’è il rischio di veder moltiplicare il tasso di disoccupazione che da qualche anno a questa parte sta crescendo e che riguarda in particolare un’area del Paese. Mi auguro  – ha spiegato il leader di Fli – che il governo non sia così irresponsabile da non confrontarsi con le parti sociali e le categorie economiche per tutelare non solo le imprese ma anche per farle crescere e prosperare”.Luca Bagaglini