California: gli indignati occupano il porto di Oakland

Manifestazione a Oakland, California
INDIGNATI CALIFORNIA – Le proteste degli “indignati” negli Stati Uniti, partite quasi in sordina a metà settembre da New York con il movimento “Occupy Wall Street”, si fanno sempre più vigorose. I movimenti di occupazione si sono estesi a tutto il Paese con le tende colorate dei manifestanti a ricoprire le piazze delle principali città degli Usa.

Ieri in California c’è stata la clamorosa occupazione del porto di Oakland, che ha costretto le autorità marittime a disporne la chiusura. Nella città californiana, situata sulla Baia di San Francisco, si è tenuto ieri uno sciopero generale che ha portato alla chiusura di molte attività commerciali. Nel centro della città ha sfilato pacificamente un corteo di manifestanti, mentre il 26 ottobre scorso, nel corso di un’altra manifestazione, c’erano stati scontri con la polizia e circa un centinaio di persone arrestate.

Proprio a causa di questi scontri, è stato indetto lo sciopero generale da parte dell’assemblea generale di “Occupy Oakland”. In città è il primo sciopero dal 1946.

Secondo la polizia, durante lo sciopero di ieri hanno sfilato in corteo ad Oakland 4.500 persone nel centro della città, mentre 3.000 persone si sono radunate al porto. Secondo un portavoce dei manifestanti, tuttavia, le persone che hanno preso parte alla protesta sarebbero molte di più, e all’emittente britannica BBC parla di una partecipazione di 20.000/30.000 persone.

Redazione