22 novembre 1963: il presidente americano John Kennedy viene assassinato a Dallas

John Kennedy

22 NOVEMBRE 1963: OMICIDIO JOHN KENNEDYJohn Fitzgerald Kennedy è stato il 35esimo e probabilmente il più noto presidente degli Usa. La sua presidenza è stata breve, tuttavia si è svolta il un periodo denso di avvenimenti importanti al livello internazionali. Inoltre la sua morte prematura, avvenuta il 22 novembre del 1963 in seguito ad un attentato a Dallas, ha contribuito ad accrescerne il mito.

Kennedy, classe 1917, vive un’adolescenza e una giovinezza segnate da numerosi problemi di salute (i più gravi riguardano una forma di osteoporosi alla spina dorsale), che tuttavia non gli impediscono di partecipare alla Seconda Guerra Mondiale e di buttarsi in politica negli anni immediatamente successivi al conflitto, quando entra in Senato nelle fila del Partito democratico come rappresentante del Massachusetts. Nel 1960 vince le primarie e diventa il candidato del partito alle presidenziali di quello stesso anno, alle quali riesce ad avere la meglio sul candidato repubblicano Richard Nixon. Kennedy diventa così il più giovane presidente eletto della storia degli Usa.

Sul piano internazionale Kennedy tenta per prima cosa di deporre il presidente cubano Fidel Castro ma il tentativo di sbarco nella Baia dei Porci, nel 1961, fallisce. Inoltre sotto la sua amministrazione si tocca uno dei più alti punti di tensione della Guerra Fredda quando, nell’ottobre del 1962, scoppia la crisi missilistica di Cuba: in questa occasione Usa e Urss si trovano ad un passo da una guerra nucleare, eventualità scongiurata solo da un accordo segreto raggiunto in extremis tra lo stesso Kennedy e il leader sovietico Nikita Kruscev.

E’ inoltre rimasto celebre, sempre nel quadro dei rapporti con l’Unione sovietica, il discorso di Kennedy durante la visita a Berlino, quando il capo della Casa Bianca pronuncia parole dure contro la costruzione del Muro.

Un altro fronte della politica estera kennedyana è costituita dal coinvolgimento statunitense nella guerra del Vietnam: il presidente dispone l’invio di centinaia di migliaia di uomini nel Paese asiatico, lasciando poi una pesantissima eredità ai suoi successori, che si troveranno impantanati in un conflitto da cui gli Usa usciranno sconfitti a metà degli anni Settanta.

Kennedy ritiene infine estremamente importante lo sviluppo del programma spaziale, poiché all’inizio degli anni Sessanta l’Urss sembrava essere più avanti in questo campo: il presidente ottiene dal Congresso il via libera al Programma Apollo che alla fine del decennio avrebbe portato gli astronauti sulla Luna.

In generale, il presidente riesce a raggiungere, insieme a sua moglie Jacqueline, un incredibile grado di popolarità e il suo omicidio è una tragedia per tutto il Paese. L’attentato si verifica il 22 novembre del 1963, quando Kennedy e Jacqueline sono in visita a Dallas. La coppia presidenziale si trova a bordo di un’auto scoperta, quando partono vari colpi di arma da fuoco in direzione della vettura. Un proiettile colpisce alla testa Kennedy, che si accascia sul sedile accanto alla moglie: il sangue sgorga, il presidente muore al Parkland memorial hospital poco più tardi. A poche ore dall’omicidio il presunto responsabile, Lee Harvey Orwald, viene arrestato. L’uomo però non fa in tempo ad essere processato, perché viene a sua volta ucciso due giorni più tardi.

Tatiana Della Carità