Elezioni in Spagna: Mariano Rajoy spazza via il socialismo, al Parlamento con la maggioranza assoluta

 

SPAGNA – La Spagna ha vissuto le sue prime elezioni politiche, da quando era caduto il franchismo, senza la minaccia dell’Eta, il gruppo separatista basco che poco più di un mese fa ha deposto le armi e chiede una trattativa con lo Stato spagnolo e quello francese, per barattare la libertà delle centinaia dei suoi uomini rinchiusi nelle carceri. E questo sarà uno dei tanti compiti che spetterà al nuovo premier iberico Mariano Rajoy, leader dei popolari che si è aggiudicato le elezioni con la stragrande maggioranza dei voti, il 43,%5, tanto da poter governare in assoluta solitudine, senza chiedere appoggi da altri partiti. Il Partito Popolare governava già le principali città della Spagna, eccezion fatta per Barcellona e spazza via con un soffio l’era socialista di Zapatero e il suo candidato Alfredo Rubalcaba che, secondo dati non ancora definitivi, non supera il 30% dei voti.

Il neo presidente Rajoy eredita un Paese in ginocchio dal punto di vista economico, sotto attacco della speculazione e con oltre 5 milioni di disoccupati. A lui spetterà il compito di riguadagnare la fiducia dei mercati, allontanando il rischio di un salvataggio internazionale come accaduto a Grecia, Irlanda e Portogallo e rispettando gli impegni presi dal predecessore Zapatero con l’Ue, al fine di ridurre il deficit nei prossimi due anni. Il leader dei popolari ha promesso una politica di austerità, senza però sfiorare le pensioni, e rapide riforme strutturali per risanare le finanze pubbliche e uscire fuori da una crisi, capace persino di ribaltare presidenti e governi: Brian Cowen in Irlanda, Josè Socrates in Portogallo, George Papandreou in Grecia e Silvio Berlusconi in Italia.

 

Luigi Ciamburro