Siria: Bashar al-Assad studia una nuova costituzione, nuove sanzioni contro regime di Damasco

 

SIRIA – Nonostante le continue pressioni della comunità internazionale e dei Paesi arabi il regime siriano, retto da Bashar al-Assad, continua spargere sangue civile per le strade invase dai dimostranti che da mesi chiedono insistentemente le dimissioni del dittatore. Nella sola giornata di ieri, secondo gli attivisti, sarebbero state uccise almeno 13 persone, alla vigilia della riunione al Cairo dei ministri della Lega Araba che dovranno decidere quali provvedimenti prendere in merito. Esclusa l’ipotesi di un intervento armato, la Francia ha proposto di aprire “corridoi umani” per i civili siriani, al fine di arginare il numero delle vittime innocenti che da febbraio ad oggi ha oltrepassato la soglia dei 3.500 morti.

Il governo di Damasco sembra però intenzionato a non cedere ai ‘ricatti’ esterni e circola voce che sia in progetto una nuova costituzione che dovrà essere approvata da un referendum popolare e si baserà sulla formazione di uno “Stato democratico non dominato da un unico partito”, come accade da 48 anni a questa parte con il monopolio del partito Baath. Inoltre, secondo voci vicine al regime, la costituzione in fieri sancirà una nuova divisione dei poteri e la difesa dei diritti umani e delle libertà generali in base agli accordi internazionali firmati dalla Repubblica siriana”.

Dopo la recrudescenza della repressione Stati Uniti e Turchia hanno ieri lanciato un appello ai propri cittadini residenti in territorio siriano ad abbandonare il Paese e la Casa Bianca ha reso noto che il suo ambasciatore a Damasco, Robert Ford, richiamato in patria un mese fa, non rientrerà per ora in Siria per motivi di sicurezza. Il governo italiano si compiace per la decisione delle Nazioni Unite di approvare nuove sanzioni contro il regime di Assad al fine di mettere fine alle violenze e agevolare la transizione democratica.

 

Luigi Ciamburro