Governo Monti: riforme strutturali entro Natale, Commissione europea interlocutore privilegiato

 

GOVERNO MONTI – Pur avendo ottenuto la fiducia da parte dell’Ue Mario Monti non ha illustrato ancora nessuna ricetta anti-crisi, sebbene si conoscano a grandi linee gli ingredienti principali: Ici, Iva, pensioni, lavoro, minipatrimoniale. Il Professore preferisce snocciolare cifre e misure soltanto con un partner superpartes, la Commissione europea, ieri personificata dal responsabile per gli Affari Economici e Monetari, Olli Rehn, che si è intrattenuto in Italia per qualche giorno e che il neopremier ha voluto incontrare prima da solo, quasi certamente per ribadire che se il rigore non sarà sostenuto da un’adeguata crescita il problema deficit/pil resterà incolmabile. Anche alla Camera il docente della Bocconi ha detto chiaramente che non c’è ancora nessuna misura anti-crisi pronta: “Forse inizieremo a vedere qualcosa in prossimità del Vertice Ue di dicembre” dove in molti scommettono che Monti si manterrà ancora sulle linee generali.

Il primo pacchetto di riforme strutturali dovrebbe tenersi prima di Natale e dovrà ottenere, innanzitutto, la fiducia di tutti i partiti, o quantomeno della maggioranza di essi, e lìapprovazione delle parti sociali. Riforme che dovranno essere “eque” ed “incisive”. “Presenteremo le misure quando siamo sicuri, non si possono fare annunci e poi tornare indietro” ha detto il ministro dell’Ambiente Claudio Clini. Me se per i primi provvedimenti si dovrà ancora aspettare, tra oggi e martedì potrebbe essere varata la squadra di viceministri e sottosegretari: tra ieri e oggi i contatti con i partiti si sono intensificati e sidovrà selezionare i nomi tra quelli proposti da Pdl, Pd e Terzo Polo.

 

Luigi Ciamburro