Allarme depressione dal Fmi: la Lagarde evoca lo spettro della crisi del ’29

Christine Lagarde

FMI: LAGARDE PROSPETTA CRISI COME NEL ’29 – La crisi che nel 1929 ha sconvolto il mondo è passata alla storia come grande depressione. La congiuntura economica negativa esplose negli Usa con il crollo di Wall Street, per poi allargarsi alla maggior parte delle economie mondiali (in primis quelle europee che, finita la Prima Guerra Mondiale, avevano beneficiato del sostegno di washington). Gli effetti, devastanti, furono più o meno gli stessi ovunque: aumento della disoccupazione, frequenti crolli dei titoli in borsa e fallimenti di aziende e banche. Inoltre a subire conseguenze particolarmente pesanti furono gli esponenti del ceto medio, che in molti casi scivolarono nella povertà.

Questi aspetti della vicenda sono molto simili a quanto si sta verificando in questi anni in seguito alla crisi dei debiti sovrani che sta coinvolgendo mezzo mondo. Man mano che ci si rende conto dell’effettiva gravità della situazione in cui si trovano molti Paesi, infatti, il paragone tra la crisi del ’29, ricordata come la peggiore dell’epoca contemporanea, e quella attuale appare sempre meno azzardato, come ha sottolineato oggi anche Christine Lagarde. Il direttore del Fmi ha spiegato che “la crisi non si sta solo sviluppando ma è in esclation” e che occorre assumere un atteggiamento deciso, proprio per evitare che la situazione degeneri. “Nessuna economia sarà immune”, ha aggiunto.
Inoltre la Lagarde si è rivolta ai mercati, precisando che i governi hanno bisogno di tempo per raggiungere accordi in materia economica. “Sarebbe piacevole dalla prospettiva dei mercati – ha dichiarato parlando al dipartimento di Stato Usa – se un accordo si firmasse immediatamente. Ma le cose non vanno in questo modo e hanno bisogno di tempo per passare attraverso procedure parlamentari”.

Tatiana Della Carità