Lega Nord, Roberto Calderoli: “Democrazia immolata agli interessi di banche e poteri forti”

 

LEGA NORD – La proposta della Lega Nord di non pagare l’Imu ha suscitato clamore e disdegno da parte delle altre forze politiche, sebbene l’appello volesse essere più una provocazione che una minaccia vera e propria. Resta il fatto che il Carroccio resta sulle barricate contro la manovra del governo Monti e in vista dell’approvazione al Senato promette una nuova giornata di ‘battaglia’. Federico Bricolo, capogruppo leghista al Senato, avverte: “Abbiamo presentato in commissione solo 60 emendamenti e in Aula ne depositeremo ancor meno e questo vuol dire che non abbiamo nessuna intenzione di fare ostruzionismo. Vogliamo semplicemente confrontarci con gli altri gruppi e modificare questa manovra che riteniamo iniqua, anzi profondamente ingiusta. Non è possibile pensare di far pagare nuove tasse a chi già ora con fatica arriva a fine mese e penalizzare i lavoratori cancellando le pensioni di anzianità”. Federicolo Bricolo chiede tagli alle spese pubbliche e lotta ai grandi patrimoni e all’evasione fiscale ed auspica “che il Governo prenda atto del nostro atteggiamento costruttivo e si comporti di conseguenza aprendo un dialogo con l’opposizione”.

Resta ancora aperta la questione sull’alleanza con il Pdl, nessuno smentisce nè conferma che Umberto Bossi e Silvio Berlusconi si siano incontrati, ma stando alle parole di Roberto Maroni il divorzio è ormai cosa fatta: “Se continua così dubito molto che il 2012 sia l’anno buono per parlare di alleanze politiche – ha detto l’ex ministro a ‘Matrix’ -. Prima si deve parlare delle scelte perchè queste saranno decisive ai fini dell’alleanza se il Pdl continua con queste scelte potremmo andare alle elezioni politiche da soli come abbiamo fatto nel 1996. Noi preferiamo sempre e comunque la coerenza”. Maroni si dice convinto che l’esecutivo tecnico durerà fino al 2013 “perchè l’alleanza che lo sostiene è enorme” e “l’attuale maggioranza non ha nessun interesse ad anticipare le elezioni perchè pagherebbe un prezzo elettorale molto forte”. Ma allo stesso tempo ricorda che il ‘governo dei professori’ è antidemocratico e non scelto dal popolo italiano: “Questo governo ha sospeso la democrazia – ha dichiarato Maroni – nel senso che i partiti si sono arresi a questa situazione e questa è una grave responsabilità. Giorgio Napolitano è intervenuto per colmare un vuoto. Formalmente si tratta – ha concluso l’esponente leghista – di un governo legittimo perchè ha avuto una maggioranza in Parlamento, ma è grave che i partiti si siano arresi”.

L’ex ministro Roberto Calderoli sembra in perfetta sintonia di pareri con il collega di partito: “Le dimissioni di Berlusconi non sono state spontanee ma sono state fortemente sollecitate dai poteri forti… In questo momento – chiarisce Calderoli – non c’è una sospensione della democrazia, semplicemente perchè la democrazia, intesa come mandato popolare, non c’è più essendo stata immolata sull’altare degli interessi delle banche, degli interessi dei poteri forti, degli interessi francesi, tedeschi e della Goldman Sachs e degli interessi di bottega di forze politiche che ora non sanno più come gestire una situazione impazzita»”.

 

Luigi Ciamburro