Il presidente Martinelli punta a trasformare Panamà nella Dubai latinoamericana

Ricardo Martinelli Berrocal

MARTINELLI TRASFORMAZIONE PANAMA’ DUBAI – Qualche tempo fa Ricardo Martinelli Berrocal, eletto alla presidenza di Panamà a luglio del 2009, ha annunciato l’intenzione di trasformare il Paese che dà il nome al celebre Canale in una sorta di versione latinoamericana di Dubai. Il presidente va fiero della fase di crescita economica che Panamà sta vivendo – facendo registrare le cifre migliori dell’intera area centromeridionale del continente – e spera di riuscire ad attirare un consistente volume di investimenti stranieri. Martinelli fa notare inoltre che il Paese può vantare condizioni politiche e giuridiche invidiabili rispetto ad altri Paesi dell’America Latina, poiché gode di un’effettivo sistema democratico e di una giustizia imparziale e indipendente.

Tuttavia anche il quadro, apparentemente idilliaco, dipinto dal presidente in vari contesti internazionali presenta delle ombre. C’è da evidenziare, ad esempio, che i numeri eccellenti della crescita economica nascondono un grande indebitamento: si parla, giusto per rendere l’idea, di un debito procapite che sfiora i 3.700 dollari. Inoltre per mantenere il deficit al di sotto del 3% le società di gestione di aeroporti, energia elettrica e autostrade sono state escluse dal settore pubblico e sono stati varati programmi che, in pratica, scaricheranno il peso del debito sulle prossime amministrazioni. A questo si aggiunge l’inflazione a quota 6,8& e il rapporto sfarorevole tra importazioni ed esportazioni.

Inoltre alcuni osservatori locali fanno notare come l’indipendenza del potere giuridico a Panamà sia solo teorica: è il caso del dott. Mauro Zúñiga Araúz, medico e figura di spicco del panorama intellettuale panamense. Zúñiga Araúz definisce quella in vigore nel Paese come una “dittatura civile”, in cui il presidente ha saldamente in mano il controllo di tutti gli organi statali. Il medico panamense, che non nasconde una forte disapprovazione nei confronti dell’operato di Martinelli, accusa poi il presidente di aver instaurato un ramificato sistema di corruzione e demolisce anche gli alti livelli di sicurezza sbandierati dal capo dello Stato.

Zúñiga Araúz rileva che in realtà la vita nelle città è molto pericolosa, con furti e omicidi all’ordine del giorno, e denuncia l’attuazione di un terrorismo di Stato per soffocare le voci delle opposizioni politiche.

Il quadro dipinto dal professore, insomma, descrive Martinelli come il degno erede di Manuel Noriega, il generale che per sei anni ha guidato la dittatura militare a Panama e che meno di un mese fa è stato estradato dalla Francia per scontare 60 anni di carcere in patria.

Tatiana Della Carità 

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