Bufera su Malinconico per vacanze pagate dalla cricca: il sottosegretario si dimette

Carlo Malinconico

VACANZE PAGATE A MALINCONICO – Guai in vista per il governo Monti che si trova ad affrontare le polemiche scoppiate in seguito alla vicenda, sollevata in questi giorni dalla stampa, delle vacanze del sottosegretario alla presidenza del Consiglio Carlo Malinconico, ex presidente della Fieg, che sarebbero state pagate da Francesco De Vito Piscicelli, il costruttore indagato nell’inchiesta sulla ‘cricca’ per gli appalti del G8 e noto per la risata alla notizia del terremoto in Abruzzo. Le prime indiscrezioni sulla vicenda risalgono al giugno 2010, all’epoca dell’inchiesta di Firenze sui Grandi Eventi, ed è stata riaperta dal “Fatto Quotidiano” con le nuove rivelazioni di Piscicelli: il costruttore avrebbe pagato 9.800 euro per tre soggiorni di Malinconico all’hotel Pellicano di Porto Ercole, nell’Argentario. Il pagamento sarebbe stato effettuato tramite Angelo Balducci, l’ex funzionario di Palazzo Chigi anche lui coinvolto nell’inchiesta sulla ‘cricca’. Per queste ragioni, ieri, il direttore del Giornale Alessandro Sallusti ha chiesto le dimissioni del sottosegretario, mentre il Corriere della Sera ha chiesto chiarimenti.

“Ricostruzioni parziali, forzate ed inesatte che alimentano il tentativo di avviare processi mediatici del tutto infondati”, si è difeso Malinconico, aggiungendo di non aver “mai fatto favori di nessuna natura ai personaggi coinvolti nelle vicende richiamate né a chiunque altro”. Il sottosegretario ha spiegato di aver appreso solo dalla stampa che “Piscicelli avrebbe pagato di propria iniziativa e per ragioni a me del tutto ignote alcuni dei miei soggiorni presso la struttura alberghiera” e ha precisato di aver “proceduto a versare all’albergo l’intera somma dovuta” per “rimuovere tutti gli effetti di episodi da me non voluti né sollecitati”. Malinconico ha quindi detto di aver conosciuto Angelo Balducci quando era sottosegretario dell’ultimo governo Prodi, prima che venisse coinvolto nelle inchieste sulla ‘cricca’, e in merito ai suoi soggiorni sull’Argentario ha raccontato: “Andai per la prima volta al ‘Pellicano’ nell’agosto del 2007. Ci tornai all’inizio del maggio 2008. In quella circostanza chiesi a Balducci la cortesia di effettuare la prenotazione, che in quel momento risultava difficoltosa, in un albergo e lui lo fece con riferimento al Pellicano. Si sa che pagai una parte dei soggiorni. Mi fu detto dall’albergo che per i precedenti soggiorni era stato provveduto ma senza specificare da parte di chi. Pensai fosse stato Balducci e ugualmente insistetti per non gravare su quest’ultimo. Non ci fu modo di riuscirvi, sicché irritato cancellai le permanenze successive e non tornai più all’albergo”.

La vicenda ha sollevato immediatamente la richiesta di chiarimenti da parte delle forze politiche. “Non so se il fatto è vero o no ma l’idea della trasparenza è una esigenza dichiarata e conclamata” e ora Malinconico “dovrebbe dare spiegazioni”, ha detto il segretario del Pd Pierluigi Bersani.

“Penso che valga per Malinconico quello che deve valere per chiunque ricopre incarichi pubblichi. Malinconico è una persona seria e sono convinto che in giornata chiarirà a Monti la vicenda”, ha commentato il deputato del Pd Francesco Boccia. “Io penso che gli uomini devono fare della trasparenza la loro ragione di vita se ricoprono incarichi pubblici – ha aggiunto Boccia -. Certamente Malinconico non conosceva l’imprenditore (Francesco De Vito Piscicelli, ndr), ma il rapporto con Balducci deve essere chiarito“.

Più diretto Antonio Di Pietro: “Credo che Malinconico si dimetterà. Lui conosce bene la comunicazione e sa che la frittata è fatta ed è meglio farsi da parte. Se fossi il suo consigliere gli direi di andare al mare. Tra le tante spiegazioni che si possono dare, la migliore sono le dimissioni e se si insiste per metterci un pezza è peggio”.

Oggi Malinconico è stato ricevuto a Palazzo Chigi per un incontro chiarificatore con il Presidente del Consiglio Monti, nel corso del quale ha rassegnato le sue dimissioni. Il sottosegretario ha spiegato di aver lasciato l’incarico assunto poche settimane fa nel governo guidato dal professore proprio per tutelare la credibilità dell’esecutivo stesso, nonché per avere la possibilità di difendersi al meglio. Il premier, da parte sua, ha avuto parole di stima per Malinconico, come riportato da una nota diffusa dalla Presidenza del Consiglio. Nel comunicato si legge infatti che Monti “ha manifestato al sottosegretario il suo apprezzamento per il senso di responsabilità dimostrato nell’anteporre l’interesse pubblico ad ogni altra considerazione”.

Redazione

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