Cina: dipendenti della Foxconn minacciano il suicidio di massa

Operai cinesi in sciopero

CINA: DIPENDENTI FOXCONN – I dipendenti del colosso dell’elettronica cinese Foxconn sono scesi sul piede di guerra contro lo sfruttamento. Secondo quanto riportato dagli attivisti di “China Jasmine Revolution”, circa 300 lavoratori il 3 gennaio scorso avrebbero minacciato il suicidio di massa per protestare contro il mancato pagamento di una buonuscita che l’azienda aveva promesso loro. La protesta è esplosa quando in seguito ad una richiesta di aumento di stipendio da parte di un centinaio di dipendenti, la Foxconn aveva posto l’aut aut: tornare al lavoro, senza aumento, oppure dimettersi con una buonuscita di un mese di stipendio per ogni anno lavorato nell’azienda. Molti lavoratori avrebbero scelto la seconda opzione, senza tuttavia ricevere la buona uscita promessa; così, per protesta, 300 dipendenti sarebbero saliti sul tetto della fabbrica, minacciando di suicidarsi.

La Foxconn, purtroppo, non è nuova a trattamenti disumani e degradanti nei confronti dei propri lavoratori e l’episodio denunciato dagli attivisti cinesi potrebbe essere soltanto l’ultimo di una lunga lista di abusi. Nel 2010 molti dipendenti dell’azienda si suicidarono per via delle atroci condizioni di lavoro. Fatti che indussero il gurppo ad aumentare i salari dei propri operai del 70%. La Foxconn è la più importante azienda di elettronica in Cina, realizza componenti per colossi come Apple, Sony e Nokia.

 

Redazione

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