Naufragio Isola del Giglio: la Costa Crociere scarica Schettino e si costituisce parte offesa

Francesco Schettino

COSTA SOSPENDE SCHETTINO – Oggi la compagnia di navigazione Costa Crociere ha sospeso il comandante Francesco Schettino, a capo della nave Concordia naufragata venerdì scorso al largo dell’Isola del Giglio. Oltre alla sospensione la Costa ha deciso che “non provvederà alla difesa di Schettino”, anzi l’avvocato della compagnia stessa, Marco De Luca, ha depositato in procura a Grosseto la costituzione di parte offesa contro il suo comandante.

Oggi, sono state diffuse nuove indiscrezioni sul tragico naufragio che finora è costato la vita a 11 persone. I magistrati hanno dei dubbi sulla manovra che il comandante della Costa Concordia avrebbe eseguito dopo l’impatto della nave contro lo scoglio, che ne ha squarciato lo scafo per 70 metri. Schettino ha detto ai giudici di aver gettato le ancore al largo per permettere una rapida virata della nave e avvicinarsi così all’isola del Giglio, a sinistra del porto, per evitare il naufragio in mare aperto. Per accertare quello che è veramente accaduto, la Procura di Grosseto ha incaricato i subacquei dei carabinieri di Genova di ispezionare le ancore della Costa Concordia, per verificare se siano state gettate quando la nave era ancora in moto, come ha detto Schettino, oppure quando si era già fermata. L’ispezione del relitto è stata fatta nel pomeriggio.

Oggi è stata diffusa anche un’altra conversazione telefonica, avvenuta nella notte del naufragio alle 22.12, tra la Costa concordia e la Capitaneria di Porto. Contattato dalla Capitaneria, che nel frattempo era stata allertata dai carabinieri chiamati dai passeggeri della nave insospettiti da quanto stava accadendo, il comando della Concordia (al telefono non c’era Schettino, ma un altro ufficiale) ha negato la gravità della situazione, riferendo solo di un black out elettrico. Nonostante le insistenze del responsabile della Capitaneria nel domandare cosa stesse succedendo a bordo della nave e se ci fosse bisogno di assistenza, la risposta è stata “negativo”.

Oggi, comunque, il comandante Schettino, finito su tutte le pagine di giornale, i siti web e le televisioni del mondo, è stato difeso dal direttore del quotidiano della Cei, Avvenire. Marco Tarquinio ha scritto che è “insopportabile l’accanimento con il quale si sta mettendo in scena una sorta di grande processo mediatico al pur ‘censurabile’ e ‘indifendibile’ capitano Schettino“.

“Ho provato a immaginarmi nei panni di quest’uomo e capisco che non riuscirei a darmi pace per la terribile catena di errori commessi e mi rendo conto che tutto ciò che continua a essere pubblicato (con maggiore o minore misura, spesso con violenza) non farebbe che rendere più assoluta e irrimediabile la mia disperazione. Provo ora a pensarmi nei panni di chi sta accanto a quest’uomo e gli vuole bene, ai suoi familiari prima di tutto, e mi sento letteralmente schiacciato…“, ha scritto il direttore di Avvenire. “Lasciamo perciò perdere il rito della pece e delle piume, delle sassate e del pubblico ludibrio…”, ha aggiunto Tarquinio.

Redazione

Con direttanews.it sei sempre al centro delle notizie, clicca QUI e diventa fan