Grecia: 65 arresti e numerosi danni per le manifestazioni contro l’austerity: la rabbia della popolazione

GRECIA: 65 ARRESTATI PER GLI SCONTRI DI IERI – Sono stati riportati oggi i numeri relativi agli scontri avvenuti durante la giornata di ieri ad Atene. Le manifestazioni di dissenso messe in atto dalla popolazione greca, contraria al piano di austerità che il governo guidato dal Lucas Papademos ha approvato nella notte in Parlamento dopo l’accordo raggiunto con la troika per evitare il default del Paese, hanno messo a ferro e fuoco la capitale stimolando l’opinione pubblica mondiale a riflettere in merito alle pesanti ripercussioni che la crisi economica sta avendo sulla vita dei cittadini greci e non solo.

Numerosi gli edifici e le attività commerciali che, successivamente allo scoppio della protesta, sono risultati danneggiati. Incendi e saccheggi si sono registrati in varie zone della città. La manifestazione di dissenso dei cittadini greci, spaventati dalle pesanti conseguenze che l’approvazione del piano avrà sulle dinamiche sociali del Paese, ha messo in azione la macchina repressiva del governo che ha provveduto al fermo di 65 persone, arrestate per aver fronteggiato la polizia negli scontri di piazza e per gli attacchi alle strutture.

Christos Paputsis, a capo della protezione civile locale, ha criticato le modalità della protesta ed ha dichiarato ai microfoni dei media: “Niente è casuale. Sono scoppiati oltre 40 incendi nel centro di Atene”. Ma per quanto le autorità si stiano impegnando al fine di delegittimare le azioni di guerriglia messe in campo dagli attivisti e da numerosi cittadini è chiaro il dato che trapela dagli episodi di ieri: la piazza ha respinto con forza i provvedimenti del governo mettendo in luce la rabbia di una popolazione che non intende pagare a costi altissimi una crisi provocata dagli organi della finanza globale.

 

Nicoletta Mandolini