Eternit: giustizia è fatta ma non per tutti, Bagnoli protesta

Eternit protesta

ETERNIT BAGNOLI PROTESTA – Continuano le polemiche sui morti dell’Eternit. Dopo la sentenza di ieri, c’è chi si dice insoddisfatto. In rete si fanno sentire le denunce da parte di chi da quella sentenza non ha ottenuto giustizia. Infatti il Tribunale ha dichiarato prescritto il ‘disastro ambientale’ provocato dagli stabilimenti di Napoli-Bagnoli e Rubiera. In un forum dedicato proprio al processo Eternit è stato possibile leggere: “Non possono esistere morti di serie A e di serie B, morti di Casale e di Bagnoli“. “Se vi è una condanna non può essere per alcuni, deve essere per tutti. I miei genitori – ha testimoniato un utente – sono entrambi malati, sono stati lavoratori di Bagnoli e hanno lavorato dal 1960 al 1984. I loro amici del lavoro con i quali condividevano 3 turni si contano sulle dita di una solo mano. Attendo risposte dagli avvocati a cui ci siamo affidati”.

Il processo Eternit, dopo 34 mesi, è ieri giunto a conclusione con la condanna a 16 anni di reclusione per Stephan Schmidheiny e Louis De Cartier, i due ex manager della multinazionale dell’amianto accusati di disastro ambientale doloso e omissione dolosa di cautele antinfortunistiche. La parola “colpevoli” pronunciata dal giudice Giuseppe Casalbore ha scatenato emozioni e lacrime di giustizia mista a dolore tra i familiari delle tantissime vittime dell’amianto.

Per capirne l’importanza storica e giuridica basti pensare ai numeri del processo, infatti erano  oltre 6mila le parti civili, oltre 1500 persone presenti e divisi in più aule, quasi 3mila tra morti e malati, per un risarcimento danni che si aggira intorno ai 100 milioni di euro: 25 milioni a Casale Monferrato, 20 per la Regione Piemonte, 4 milioni di euro per il comune di Cavagnolo, 15 per l’Inail oltre a 100mila euro per ogni sigla sindacale e per l’associazione dei familiari e vittime dell’amianto.

L.B.

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