Il senatore del Pd Tedesco salvato da Pdl e Lega da un’altra richiesta di arresto

Alberto Tedesco

RICHIESTA DI ARRESTO – L’ex senatore del Pd (ora iscritto al gruppo misto) Alberto Tedesco è stato salvato da una nuova richiesta di arresto da parte della Procura di Bari, in merito allo scandalo sulla sanità in Puglia che lo vede coinvolto, grazie al voto favorevole all’archiviazione del Pdl e della Lega in Giunta per le immunità del Senato. Il suo partito, il Pd, ha invece votato contro l’archiviazione della richiesta di arresto, così come l’Idv. L’arresto è stato così rigettato con 12 voti contro 7.

La motivazione dell’archiviazione, secondo Pdl e Lega, sta nel fatto che la Giunta si era già espressa sul no alla richiesta di arresto nei confronti del senatore Tedesco e poi l’Aula aveva confermato questa scelta. La Giunta del Senato ha quindi deciso, con 10 voti contro 9, di non portare all’Aula di Palazzo Madama la nuova richiesta di custodia cautelare per Tedesco, proprio perché sulla vicenda l’Assemblea si era già espressa.

Pd e Idv hanno criticato il voto della Giunta per le immunità del Senato, parlando di “strage di diritto”.

“La strage del diritto”, si è difeso Tedesco, “si è consumata nel Tribunale del Riesame di Bari che, dopo aver unificato nel dibattimento gli opposti ricorsi della mia difesa e dei pubblici ministeri avverso l’ordinanza del Gip di Bari del febbraio 2011, ha stranamente emanato due distinte ordinanze distanziate di cinque mesi, producendo la sovrapposizione dei pronunciamenti del Senato sugli stessi fatti sottoposti al medesimo giudizio“, ha chiarito il senatore. “La decisione della Giunta”, ha aggiunto Tedesco, “ha perciò impedito il pasticcio, in ossequio non ad un privilegio parlamentare ma al noto principio del ‘ne bis in idem’, che si applica ovviamente anche alla giurisprudenza delle due Camere”.

Redazione

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