Reddito ministri: Monti concede proroga di una settimana ai tecnici ritardatari

Governo Monti

REDDITO MINISTRI – Durante il governo Berlusconi le cifre erano alte e condannate, con i tecnici invece sono parziali e difficilmente reperibili, altro che trasparenza sui redditi dei componenti del governo guidato da Mario Monti tanto sbandierata dallo stesso.  Si dovrà attendere quasi una settimana ancora, stanso a quanto appreso dalla nota diffusa dal Cdm e secondo la quale “le dichiarazioni patrimoniali per i componenti del Governo saranno disponibili dal prossimo martedì sui siti istituzionali”.

Attualmente è possibile guardare la situazione patrimoniale solo di Francesco Profumo, Fabrizio Barca e Patroni Griffi, anche se in realtà sul sito del rispettivo ministero si può venire a conoscenza di solo una parte degli averi e cioè stipendio per la posizione ricoprente, partecipazioni azionarie, abitazioni e auto di propretà, senza contare che riuscire a trovare questi dati non è affatto impresa facile. Il fatto che martedì sarà tutto reperibile, sul sito di Palazzo Chigi o sui singoli siti ministeriali non si sa, non significa inoltre che si avrà una panoramica totale della situazione economica del singolo tecnico ma solo che saranno pubblicati dei dati.

Di seguito le parole di Monti al momento dell’insediamento: “Renderemo pubblici i redditi e i patrimoni entro la scadenza di legge”. Già al momento della scadenza del tempo il sottosegretario Antonio Catricalà aveva spiegato: “Il prossimo 14 febbraio scade il termine di 90 giorni che ci siamo prefissati per dare pubblicità alla nostra situazione patrimoniale. Il presidente del Consiglio mi ha incaricato di chiedervi di pubblicare ciascuno sul proprio sito istituzionale tutti i dati che possono dar conto della vostra, anche al di là di quanto si è tenuti per legge a fare”. Ieri la proroga.

L.B.

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