Patti Lateranensi: il 18 febbraio 1984 Craxi e cardinale Casaroli modificarono il Concordato

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PATTI LATERANENSI – Con il termine Patti Lateranensi si designano gli accordi stipulati tra Regno d’Italia e Chiesa l’11 febbraio del 1929 e prendono il nome dal palazzo di San Giovanni in Laterano in cui furono firmati gli accordi tra il cardinale Segretario di Stato Pietro Gasparri per conto della Santa Sede e Benito Mussolini, capo del Fascismo, in vece di primo ministro italiano. Codesti patti erano formati da tre distinti documenti: il Trattato che riconosceva l’indipendenza del Vaticano, il Concordato che definiva le relazioni civili e religiose in Italia tra la Chiesa ed il Governo; la “Convenzione Finanziaria” regolava le questioni sorte dopo le spoliazioni degli enti ecclesiastici a causa delle leggi eversive.

La parte relativa al Concordato fu rivista nel 1984 per rimuovere la clausola riguardante la religione di Stato della Chiesa cattolica in Italia. La revisione che portò al nuovo Concordato venne firmata a Villa Madama, a Roma, il 18 febbraio dall’allora presidente del Consiglio Bettino Craxi, per lo Stato italiano, e dal cardinale Agostino Casaroli, in rappresentanza del Vaticano. Con il nuovo accordo fu stabilito che la Chiesa potesse beneficiare dell’otto per mille e che la nomina dei vescovi non dovesse più passare per la trafila dello Stato italiano. Inoltre fu anche stabilito che l’ora di religione cattolica nelle scuole diventasse da obbligatoria a facoltativa, scelta che deve essere effettuata e comunicata all’atto dell’iscrizione all’anno scolastico successivo.

 

Redazione