Siria, oltre 7.400 morti dall’inizio del conflitto e continua la repressione

SIRIA: 7.400 MORTI DALL’INIZIO DELLE RIVOLTE – Anche oggi giornata di sangue, paura e proteste in tutto il territorio siriano. In una giornata in cui continuano con impietosa regolarità le attività repressive dell’esercito di Beshar al Assad, sono usciti i numeri, raccolti dall’Osservatorio siriano per i diritti umani stanziato a Londra, sul totale delle vittime dall’inizio del conflitto avvenuto nel marzo scorso. A neanche un anno dalle prime avvisaglie di subbuglio si contano oltre 7.400 morti.

Secondo gli attivisti dei movimenti che sono sorti per contrastare il regime, oggi Idlib, zona settentrionale della Siria, è stata presa di mira dall’esercito di fedeli al tiranno ed è stata totalmente militarizzata al fine di estirpare con la violenza i focolai di attivismo e la costituzione di un Esercito libero siriano, avvenuta proprio nell’area.

A Homs le forze dell’ordine proseguono utilizzando armi da fuoco contro la popolazione civile e contro gli attivisti.

A Damasco la presenza dei militari è stata rinforzata con l’esplicita volontà di impedire il proliferarsi di manifestazioni di dissenso da parte della cittadinanza. L’esercito starebbe presidiando, secondo quanto riferito da Mohamed al-Aliaa dell’opposizione, alcuni punti particolari, coincidenti con sedi governative o con edifici abitati da membri del governo. Chiunque si avvicini alla zona viene identificato dalle autorità e ciò sta creando dello scontento anche tra coloro che fino a questo momento si erano schierati dalla parte di Beshar al-Assad.

 

Redazione