Calcioscommesse: clan di Bari riciclavano denaro sporco con le partite truccate

 

CALCIOSCOMMESSE – L’inchiesta calcioscommesse continua ad arricchirsi di dettagli e retroscena inquietanti dopo il fermo di diciassette persone, sei delle quali sono ex calciatori del Bari. Secondo la procura del capoluogo pugliese, che indaga su ben nove partite di serie A dei biancorossi dello scorso anno, risulterebbero infiltrazioni mafiose sulle combine delle partite. Non ne avrebbe tratto vantaggio soltanto il gruppo degli ‘zingari’, ma anche alcuni clan baresi che avrebbero in tal maniera riciclato denaro sporco. Nell’indagine pugliese, infatti, vengono ipotizzati i reati di associazione mafiosa, frode sportiva e riciclaggio. Nel registro degli indagati sono finiti gli ex calciatori biancorossi Simone Bentivoglio, Marco Esposito, Abdelkader Ghezzal, Andrea Masiello, Alessandro Parisi e Marco Rossi, oltre ad Angelo Iacovelli, due ristoratori e tre pregiudicati vicini ai clan mafiosi della città capoluogo.

Intanto domani a Bari si riuniranno gli ex calciatori del Bari che hanno deciso di costituire una class action per intentare causa contro quella stretta minoranza di giocatori ‘corrotti’ che hanno infangato i colori della squadra. A coordinare l’iniziativa inedita è Mimmo Magistro, con l’ausilio giuridico dell’avvocato Francesco Sisto, deputato Pdl e tifoso del Bari, con la collega Manuela Magistro, esperta di diritto sportivo, e altri giovani giuristi tutti tifosi dei biancorossi.

 

Redazione