Il Governo vara il decreto sulla semplificazione fiscale ma niente fondo per la riduzione delle imposte

Mario Monti (Getty Images)

DECRETO SEMPLIFICAZIONE FISCALE – Alle 22 di ieri sera, dopo un lungo Consiglio dei Ministri, il governo Monti ha varato il decreto sulla semplificazione fiscale, ma contrariamente alle attese non è stato previsto alcun fondo cui destinare i proventi della lotta all’evasione per la riduzione della pressione fiscale a partire dal 2014.

Il fondo, detto “taglia-tasse”, avrebbe dovuto raccogliere le somme recuperate dall’evasione fiscale del 2012-2013 da destinare alle fasce più deboli della popolazione- Ma evidentemente il governo deve averci ripensato, forse perché è ancora presto per promettere sgravi fiscali.

Tra le norme più importanti varate con il decreto legge c’è quella che quella che equipara il lavoro interinale a quello dei dipendenti della stessa azienda, adeguando gli orari di lavoro, gli straordinari, le pause, le ferie, il lavoro notturno e soprattutto le tutele per la maternità. Sono state poi introdotte delle limitazioni alle riscossioni da parte di Equitalia, prevedendo la rateizzazione dei debiti, e dei limiti al pignoramento degli stipendi.

Nuove norme anche in materia di cognomi: sarà più facile cambiare il proprio cognome e sarà consentito a chiunque di aggiungere il cognome materno a quello paterno, mentre le donne divorziate o vedove potranno aggiungere il cognome del nuovo marito ai figli.

Il tetto massimo dei mille euro in contanti per stipendi e pensioni è rinviato al primo maggio 2012. Mentre il limite dei mille euro per l’uso dei contanti nei pagamenti in genere, non sarà valido nei confronti degli stranieri non comunitari residenti fuori del territorio italiano. Una misura prevista forse per incentivare il turismo.

Tra le misure anti-evasione sono previste le cosiddette liste nere (black list) dei commercianti che non emettono scontrini e vengono ampliati i poteri di controllo della Guardia di Finanza.

Con il decreto sulle semplificazioni fiscali è stata anche fissata la data delle elezioni provinciali al 6 maggio.

Per i prossimi mesi è attesa la delega fiscale, che dovrebbe introdurre nuove riforme. Entro il mese di aprile dovrebbero arrivare anche i dati della revisione generale della spesa pubblica, la cosiddetta “spending review”, che dovrebbero evitare l’aumento dell’Iva ad ottobre, previsto in un primo momento nel decreto “salva Italia”.

Nessuna decisione è stata presa invece sulla golden share, che il governo comunque dovrebbe ridurre per evitare il rischio di condanna da parte della Corte di giustizia Ue (la golden share è il pacchetto azionario speciale posseduto dal governo che congerisce poteri speciali di intervento in aziende private di interesse strategico).

Ieri il governo ha anche previsto l’introduzione dell’Imu-Ici per gli immobili della Chiesa a carattere commerciale. La norma è stata inserita in un emendamento, presentato al Senato, al decreto legge sulle liberalizzazioni.

Redazione

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